Secondo le norme europee e numerose decisioni della Corte di Giustizia, del resto applicate già da alcuni tribunali di Napoli, Siena, Livorno e altre città, dopo 36 mesi il contratto a termine con lo Stato si trasforma di diritto in contratto a tempo indeterminato, ma né il Provveditorato né il Ministero dell'Istruzione - con grave danno e lesione del diritto al lavoro acquisito - hanno dato attuazione a queste norme di legge.
Nei prossimi giorni sarà il TAR Palermo a doversi pronunciare su tagli e accorpamenti relativi a lavoratori che, avendo superato i 36 mesi di servizio, avrebbero dovuto essere immessi nei ruoli, piuttosto che assistere alla soppressione – dopo anni di attesa e di aspettative – dei loro posti.
Ci auguriamo che il TAR siciliano - conformemente a quanto ha già affermato il TAR Lazio - riconosca l'illegittimità dei provvedimenti ministeriali e locali di riduzione del personale scolastico, che nel frattempo ha chiesto anche un incontro al Presidente della Repubblica, per segnalare l'irregolare incidenza che la legge "Gelmini" produce in Sicilia sull'occupazione, e i disagi determinati che gravano pesantemente in un territorio povero e sprovvisto di occasioni di lavoro».
Nadia Spallitta di Un'Altra Storia
Fonte Foto:lanostratv.it
http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTjmAaduorr6-W95yeZdv-npLdQXdmSMTjSuToE4Ce1zDD-uF6n
Comunicato Stampa
Nadia Spallitta
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Solidarietà ai precari della scuola













