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6 Settembre 2011,Sciopero Generale

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Il 6 di settembre la CGIL sciopera per protestare contro la manovra economica approvata dal Governo Italiano.

Si sciopera. Un’altra volta. Il sindacato più grande d’Italia e certamente quello più ostile all'attuale Governo, ha proclamato per il 6 di settembre lo sciopero generale di 8 ore per tutti i lavoratori italiani. Alla luce dei provvedimenti contenuti nella manovra economica (la 3°quest’anno) presentata dal ministro dell’economia, che dovrebbe permettere al nostro paese di riuscire a pareggiare il bilancio statale entro il 2013, il sindacato guidato dal suo segretario generale Camusso ha deciso che non si può più aspettare. Lo slogan è:”non vogliamo più pagare anche per chi non paga”. Si perchè sembra proprio in questa direzione che si rivolga la manovra presentata, continuare a tartassare quelli che hanno sempre pagato, siano dipendenti pubblici e privati, i pensionati e tutte quelle categorie di lavoratori che non hanno la possibilità di evadere le tasse perchè se ne vedono prelevato l’importo alla fonte, in busta paga.

Ma perchè non utilizzare una più oculata ricerca verso chi le tasse non le ha mai pagate? Si continua a dire che si, anche quelli verranno colpiti, ma non si dice effettivamente come questo verrà fatto. Chi paga il conto siamo sempre e ancora noi, chi ha provocato la crisi della speculazione nelle borse e chi ha aggravato il debito pubblico con l’evasione fiscale sarà mai beccato? I grandi patrimoni verranno mai sfiorati? E mentre in tanti si pongono questi interrogativi i cittadini comuni pagheranno un conto salatissimo attraverso l’aumento dei ticket sanitari e a causa dei tagli ai servizi e probabile aumento delle tariffe grazie alla stangata agli enti locali. Comuni e regioni, che per forza di cose per sopperire ai mancati trasferimenti di fondi dallo Stato, dovranno o aumentare i costi dei servizi più elementari, o tagliarne alcuni del tutto.

La Camusso, infatti, dichiara: «Il carattere ingiusto, iniquo e depressivo delle manovre del governo è confermato e rafforzato da norme che appaiano un vero e proprio golpe. Le modifiche volute dalla maggioranza di governo all'articolo 8 indicano la volontà di annullare il contratto collettivo nazionale di lavoro e di cancellare lo Statuto dei lavoratori, e non solo l'articolo 18, ma anche in violazione dell'articolo 39 della Costituzione e di tutti i principi di uguaglianza sul lavoro che la Costituzione stessa richiama. Negano il principio di rappresentatività che non può che essere dato dall'iscrizione al sindacato e dal voto dei lavoratori che viene invece escluso dalle modalità previste dall'articolo 8».

Fonte foto:http://www.nonpiu.it/?p=1925

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Giuseppe Zappalà