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Venti di crisi mondiale e rabbia oltre frontiera

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Dagli albori del 2011, il vento africano dell'Harmattan sembra aver ripulito dalle polveri sabbiose gli occhi di migliaia di magrebini, regalando loro la straordinaria trasparenza per guardare ad un futuro libero da tutte quelle oppressioni ed ingiustizie a cui, da tempo immemore, erano stati silenziosamente costretti a tollerare, sotto il dominio dittatoriale degli spietati Raìs.

Gli animi sopravvissuti in Piazza Tahrir al Cairo, in Piazza Verde a Tripoli ed ancora in Piazza della Casbah a Tunisi, segnate dal sangue di centinaia di rivoltosi, spenti dagli spari dei loro stessi fratelli, si riempiono finalmente di gioia, in nome della libertà e della democrazia.

Il vento spira sin oltre le Alpi, travolgendo finanche il popolo spagnolo: gli Indignados. Contro il potere della casta politica, i rivoltosi si mobilitano a favore di una democrazia più partecipativa, manifestando pacificamente giorno e notte nelle diverse piazze del paese.

Grida insanguinate di ribelli attraversano le strade della Siria per lottare contro il degrado in cui versano le fasce sociali più povere.

E la rabbia raggiunge anche il Regno Unito in cui migliaia di giovani inglesi pervadono strade e piazze contro le divisioni etniche e sociali che l'imponente crisi economica ha intensificato nel corso degli ultimi anni.

Intanto, il soave suono della voce di Camila Vallejo, 23enne studentessa cilena, fa tremare i più grandi uomini politici del suo paese per aver coinvolto, nelle mobilitazioni di protesta, migliaia di giovani che, irremovibili, manifestano per un'istruzione equa e alla portata di tutti.

Il coraggio e la tenacia della giovane Camila, degna seguace del rivoluzionario Che Guevara, trova partigiani persino in India; 74enne di New Delhi, l'attivista Anna Hazare, dopo 12 giorni di sciopero della fame e numerose manifestazioni, ottiene la promessa di una legge anti-corruzione che finalmente punisca i corrotti all'interno delle Istituzioni Pubbliche.

La rabbia contro l'indifferenza delle caste politiche, le sottomissioni, i soprusi, le dittature, continua ad allargarsi a macchia d'olio su tutto il pianeta.

E in Italia?

Un timido Se non ora quando? ha affollato solo per un giorno le piazze italiane e poi, silenziosamente, si è spento.

Proprio in questi giorni a Milano, oltre 600 sindaci di diverso colore politico e provenienti da tutte le regioni italiane, hanno manifestato il loro dissenso contro i tagli agli Enti locali (proposta inserita nella manovra anticrisi varata dal governo lo scorso 12 agosto).

Il 6 settembre, il Sindacato della Cgil svolgerà uno sciopero generale contro la manovra finanziaria.

Si smuoverà qualcosa?

Saranno gli animi rabbiosi a deciderlo.

Foto della Redazione

La Redazione