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Quando si dice...“caro” libro

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Dal 1° Settembre stop ai libri scontati: la “Legge Levi” recentemente approvata impone un tetto massimo del 15% di sconto sul prezzo di copertina.

Stavate fregandovi le mani vedendo il catalogo online di Amazon con migliaia di libri scontati del 40%? Lasciate perdere o al massimo sbrigatevi, avete tempo fino alla mezzanotte del 31 agosto. Si, perchè dal 1 settembre una legge recentemente approvata dal Parlamento Italiano dice che non si potranno più vendere, a parte rare eccezioni, libri in lingua italiana con uno sconto sul prezzo di copertina maggiore del 15%.

 

  La legge approvata il 20 luglio e promossa dal deputato PD Riccardo Levi dice testualmente: Dal 1 settembre sarà "consentita la vendita dei libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, compresa la vendita per corrispondenza anche nel caso in cui abbia luogo mediante attività di commercio elettronico, con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento sul prezzo fissato".

 

Questo, a detta dei promotori, per proteggere le librerie classiche che possiamo trovare per le strade delle nostre città. Le grandi catene di distribuzione e i negozi online (Amazon su tutti), infatti, grazie alla capillarità della loro presenza e all’eliminazione di passaggi intermedi da qualche tempo erano in grado di offrire sconti anche fino al 40% sul prezzo di copertina, che già in Italia è mediamente più alto rispetto agli altri paesi dell’eurozona (chissà perche la cosa non ci stupisce).

Da qui l’urgenza di una leggina di stampo “protezionistico” che, a detta di molti esperti, potrebbe rischiare di avere l’effetto contrario. In Italia, infatti, già si legge molto poco (siamo tra gli ultimi in classifica) e la rilevazione Istat più recente ci dice che solo il 46,8% della popolazione ha letto almeno un libro (non per studio né per lavoro) nel corso dei sei mesi precedenti.

Il minore sconto a disposizione potrebbe far decrescere sensibilmente la domanda, considerando anche la congiuntura economica che stiamo attraversando e che non permette, ad una famiglia media, di dedicare molte risorse all’acquisto di libri non strettamente necessari. Chi ci va di mezzo più di tutti, come al solito, sono i consumatori, specialmente in questo periodo che coincide con l’inizio dell’anno scolastico.

Facendo la somma con il caro-libri, infatti, il danno per le famiglie è evidente, non potendo più usufruire di sconti particolari si dovranno sborsare diverse centinaia di euro in più per mandare i figli a scuola.

Fonte foto www.scolastic.it

http://www.scolastic.it/blog/2010/08/verifiche-da-parte-del-miur-per-il-caro-libri

Giuseppe Zappalà