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Italia, povera Italia

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Proprio in questi ultimi scampoli di fine estate, i mercati finanziari europei, insieme a quelli d'oltre oceano, hanno perso precipitosamente terreno dinanzi ai precari equilibri politici che si prospettano sempre più vacillanti. Ma il tracollo sembra sia stato eluso dai potenziali aiuti della BCE che garantirà la cautela dei titoli di stato solo a quei Paesi che, nelle prossime settimane, si impegneranno ad assestare i conti pubblici attraverso fondate e rapide iniziative governative comprovate da valide riforme, necessarie per la ripresa della crescita.

 

Sotto il mirino degli arbitri Mario Draghi e Jean-Claude Trichet, Governatore e Presidente della BCE, il nostro Governo dispone una manovra finanziaria che si abbatte dolorosamente su pensionati, impiegati statali, enti locali e su tutti coloro che hanno da sempre versato puntualmente le tasse.

Tra gli ampi dissensi, finanche all'interno della medesima maggioranza, e le incessanti critiche dell'opposizione si cerca di persuadere il silente e patito popolo italico inneggiando all'ormai noto e leggendario "meno tasse per tutti".

Rassicuarazione, quest'ultima, che ha deluso le aspettative anche degli Italiani più dichiaratamente filo governativi, che, financo stremati di sentirsi offesi dalle ricorrenti promesse e dalle vane speranze di positivismo, spesso forzatamente instillate, verranno ancora una volta sottoposti alla manovra varata il c.m. 12 agosto.

Verranno affondati i denti, dunque, sulle carni di tutti quei lavoratori che dovranno versare un contributo di solidarietà per tre anni.

I tagli agli Enti Locali provocheranno di conseguenza un accanimento sui contribuenti attraverso nuove tasse locali.

Tredicesima e Tfr (Trattamento di fine rapporto) per ben due anni verranno congelati ai dipendenti statali.

E se prima, sugli interessi maturati su bot e fondi di investimento si pagava il 12,5% adesso, con la nuova proposta, l'imposta è stata aumentata sino al 20%.

Infine, la manovra finanziaria del nostro governo prevede che le festività laiche, quali il 25 aprile festa della liberazione dal nazifascismo, 1° maggio festa del lavoro e il 2 giugno festa della Repubblica Italiana, verranno accorpate alle domeniche più vicine.

A conti fatti, chi saranno i fortunati che la faranno franca?

I soliti noti, forse?

Sicuramente le banche, le assicurazioni, i padroni del mattone, gli enti previdenziali e privati e, senza esclusione di colpi soprattutto chi, presumibilmente, possiede circa il 20% dell'intero patrimonio immobiliare italiano.

Lo scenario si prevede alquanto triste e burrascoso, tra le lacrime della gran parte degli italiani, spremuti senza tregua alcuna fino all'osso e le "risa" dei ricchi, sempre più ricchi, che ne escono indenni dall'impianto della manovra.

Foto la Redazione

La Redazione