Sotto il mirino degli arbitri Mario Draghi e Jean-Claude Trichet, Governatore e Presidente della BCE, il nostro Governo dispone una manovra finanziaria che si abbatte dolorosamente su pensionati, impiegati statali, enti locali e su tutti coloro che hanno da sempre versato puntualmente le tasse.
Tra gli ampi dissensi, finanche all'interno della medesima maggioranza, e le incessanti critiche dell'opposizione si cerca di persuadere il silente e patito popolo italico inneggiando all'ormai noto e leggendario "meno tasse per tutti".
Rassicuarazione, quest'ultima, che ha deluso le aspettative anche degli Italiani più dichiaratamente filo governativi, che, financo stremati di sentirsi offesi dalle ricorrenti promesse e dalle vane speranze di positivismo, spesso forzatamente instillate, verranno ancora una volta sottoposti alla manovra varata il c.m. 12 agosto.
Verranno affondati i denti, dunque, sulle carni di tutti quei lavoratori che dovranno versare un contributo di solidarietà per tre anni.
I tagli agli Enti Locali provocheranno di conseguenza un accanimento sui contribuenti attraverso nuove tasse locali.
Tredicesima e Tfr (Trattamento di fine rapporto) per ben due anni verranno congelati ai dipendenti statali.
E se prima, sugli interessi maturati su bot e fondi di investimento si pagava il 12,5% adesso, con la nuova proposta, l'imposta è stata aumentata sino al 20%.
Infine, la manovra finanziaria del nostro governo prevede che le festività laiche, quali il 25 aprile festa della liberazione dal nazifascismo, 1° maggio festa del lavoro e il 2 giugno festa della Repubblica Italiana, verranno accorpate alle domeniche più vicine.
A conti fatti, chi saranno i fortunati che la faranno franca?
I soliti noti, forse?
Sicuramente le banche, le assicurazioni, i padroni del mattone, gli enti previdenziali e privati e, senza esclusione di colpi soprattutto chi, presumibilmente, possiede circa il 20% dell'intero patrimonio immobiliare italiano.
Lo scenario si prevede alquanto triste e burrascoso, tra le lacrime della gran parte degli italiani, spremuti senza tregua alcuna fino all'osso e le "risa" dei ricchi, sempre più ricchi, che ne escono indenni dall'impianto della manovra.
Foto la Redazione
La Redazione
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