Addio al caro vecchio "targhino". Con la legge 120/2010, infatti, è divenuta obbligatoria per tutti i ciclomotori immatricolati prima del 14 luglio 2006, la nuova targa a sei cifre che risulterà sul certificato di circolazione insieme alle generalità del proprietario e alle caratteristiche tecniche del veicolo.
La modifica, resa necessaria per uniformare la normativa sulla circolazione dei ciclomotori già istituita nel 2006, comporterà l'adozione di una targa "personale" abbinata esclusivamente ad un ciclomotore. Chi possiede più di un ciclomotore, quindi, dovrà dotarsi di più targhe.
Ma in quanti sapevano di questa normativa? Nessuno, o comunque pochissimi. Così come nessuno è a conoscenza delle pesanti sanzioni previste per i trasgressori: multe salatissime da 389 a 1.559 euro.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, tuttavia, con decreto ministeriale del 2 febbraio (pubblicato su la G.U. n. 76 del 2/4/2011) ha istituito una calendarizzazione delle scadenze, per permettere ai possessori dei ciclomotori di mettersi in regola in tempi piuttosto dilazionati:
- entro il 1° giugno 2011, per i ciclomotori muniti di contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica inizia per "0", "1", e "2";
- entro il 31 luglio 2011, per i ciclomotori muniti di contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica inizia per "3", "4", e "5";
- entro il 29 settembre 2011, per i ciclomotori muniti di contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica inizia per "6", "7", e "8";
- entro il 28 novembre 2011, e comunque non oltre il 12 febbraio 2012, per i ciclomotori muniti di contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica inizia per "9" e la cui sequenza alfanumerica inizia con la lettera "A".
Queste date, tuttavia, servono solo a scaglionare l'aggiornamento delle targhe ma non sono vincolanti, pertanto l'ultimo giorno di tolleranza massima sarà il 13 febbraio 2012. Dopo questa data (e solo dopo), se durante un controllo stradale qualcuno dovesse risultare privo dell'aggiornamento dovuto, rischia una bella sanzione.
Ma non è tutto: per il rilascio del certificato di circolazione e della nuova targa, infatti, è necessario presentare apposita domanda, su modello TT2118, reperibile presso l'ufficio della Motorizzazione Civile o online e allegare una modulistica piuttosto complicata:
- attestazione di versamento di 9,00 euro sul c.c.p. 9001 intestato al Dipartimento Trasporti
- attestazione di versamento di 29,24 euro sul c.c.p. 4028 intestato al Dipartimento Trasporti;
- attestazione del versamento di 12,92 sul c.c.p. 121012 intestato alla Sezione Tesoreria dello Stato di Viterbo;
- fotocopia di un documento d'identità in corso di validità e del codice fiscale o relativa annotazione sul modello di domanda;
- contrassegno di identificazione;
- certificato di idoneità tecnica in originale ovvero, in caso di sottrazione, smarrimento o distruzione, la relativa denuncia. In tali casi, nonché quando il certificato di idoneità tecnica sia deteriorato in modo da rendere illeggibile in tutto o in parte i dati tecnici, per il rilascio del Certificato di Circolazione e dell'eventuale targa può essere richiesto previa visita e prova;
- se trattasi di società, autocertificazione con N° di iscrizione alla Camera di Commercio.
Inoltre, se il richiedente è minorenne, l'istanza deve essere sottoscritta dal genitore o dal tutore allegando la fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità.
Resta fermo, comunque, che sono esclusi dall'obbligo di ritargatura i nuovi ciclomotori e quelli immessi in circolazione dopo il 14 luglio 2006.
Un ulteriore nuovo peso sulle tasche degli italiani.
FONTE: www.ilportaledellautomobilista.it / http://consumatore.tgcom.it/wpmu/tag/targhino -
FONTE FOTO: www.finanzaeconomia.it
Emanuela Annita Scuderi
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Addio al "targhino", al via la "ritargatura" dei ciclomotori













