La «legge Bavaglio» in Ungheria colpisce ancora. L'ente preposto ai media, infatti, ha annunciato il licenziamento di circa 550, su 3.000, dipendenti dei media pubblici.
Il licenziamento di massa colpisce operatori del settore dell'informazione Ungherese. Giornalisti, tecnici e cameramen, licenziati causa «riorganizzazione del lavoro aziendale».
Questa è la motivazione data per far fuori giornalisti "scomodi", giornalisti "non affidabili", professionisti non allineati sulle posizioni del nuovo governo di Viktor Orban.
La «legge bavaglio» Ungherese è stata approvata lo scorso 20 dicembre, questa legge, che prevede norme che violano gli standard dell' OCSE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) , è stata solo l'ultima delle mosse conservatrici dell'attuale governo di destra Fidesz : il primo ministro Orban aveva difatti già costituito un'Autorità nazionale delle telecomunicazioni, a capo di essa Annamaria Szalai, vicina al premier.
L'autorità è composta da cinque membri tutti nominati dal partito di governo, alla quale è stato assegnato un mandato di nove anni con inoltre la facoltà di emanare decreti. Inoltre è stato istituito un ente unico di cui fanno parte la televisione pubblica, la radio pubblica e l'agenzia di stampa , con direttori nominati dal garante.
L'episodio Ungherese rischia di creare certamente un precedente, una legge del genere è oggi una vergogna per l'Europa.
Fonte foto1:notiziefresche.info
http://notiziefresche.info/wp-content/uploads/2010/12/ungheria-legge-bavaglio.jpg
Philip Emmanuello
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I media Ungheresi sempre più vittima della "legge bavaglio"













