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Pedofilia: continuano gli arresti a Palermo. Come tutelare i più deboli dagli abusi sessuali degli orchi?

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Nuovo arresto per pedofilia questa mattina a Palermo. Un commerciante palermitano di 50 anni è stato arrestato per violenza sessuale nei confronti di una bambina di 10 anni. Durante la perquisizione all'interno del suo appartamento è stato ritrovato un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. L'uomo è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare emessa da gip del tribunale di Palermo. Notizie come questa, purtroppo a noi, sono sempre più frequenti. I Tg, i giornali, i salotti televisivi sono spesso palcoscenici legalizzati dove raccontare e dare sfogo a narrazioni aberranti di violenza sui minori indifesi, che spesso non vengono ascoltati nè aiutati; vittime di carnefici che, talune volte, fanno parte degli affetti a loro più cari; nonni, zii, genitori, eventi che lasciano sulle vittime segni indelebili e traumi permanenti.

Una confusione che spesso si opera, nel trattare certi argomenti, è quella di confondere la pedofilia con gli abusi sessuali; la pedofilia è catalogata nel gruppo delle parafilie, ovvero tra i disturbi del desiderio sessuale, e consiste nella preferenza erotica da parte di un soggetto giunto alla maturità genitale verso soggetti che, invece, non lo sono ancora, cioè in età pre-puberale - Wikipedia:http://it.wikipedia.org/wiki/Pedofilia -, mentre chi compie un abuso sessuale su un minore è colui che apporta una vera e propria violenza fisica su un innocente.

Molti psicologi riferiscono che una vittima di violenza sessuale è potenzialmente un futuro carnefice, soprattutto se la violenza è stata reiterata nel tempo da un familiare, tale affermazione, chiaramente, lascia tutti sbigottiti, ma a livello sociale ha sicuramente delle valide motivazioni; un bambino che vive un'unica realtà di violenza, soprattutto se questa non viene mai mutata nel tempo, può non avere altra visione dell'interazione affettiva e pertanto riproporla con altri affetti, ad esempio figli.

Come si possono pertanto aiutare i più deboli da violenze così atroci?

Le diverse associazioni che sono nate a tutela dei minori, come il telefono azzurro, si battono perchè ci sia più informazione, affinchè si faccia educazione all'interno delle famiglie, aiutando i genitori ad ascoltare i figli e ad interpretare i segnali, anche quelli non espliciti, ed in questo concorre e ricopre importanza fondamentale anche la scuola.

Infine, tra i punti di maggiore attenzione, c'è di certo un maggior controllo nell'utilizzo di internet da parte dei bambini, che dovrebbero usare il sistema, tanto importante ma finanche troppo "scoperto", con una severa sorveglianza da parte degli adulti.

La parola d'ordine per evitare tali atrocità è pertanto "ASCOLTO".

Fonte foto:troviamoibambini.it

http://www.troviamoibambini.it/wp-content/uploads/2007/12/1198328075foto%20pedofilia.jpg

Marianna La Monica