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Ylenia Carrisi: ennesima "bufala giornalistica"

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Diciassette anni fa scompare a New Orleans la primogenita di Al Bano e Romina Power.

Alcune indiscrezioni, proprio di questi giorni, vorrebbero viva l'ormai quarantenne Ylenia Carrisi presso un Monastero greco-ortodosso a Phoenix, in Arizona.

La notizia viene immediatamente smentita dal papà Al Bano che denuncia il giornalista tedesco, titolare del presunto scoop,  per aver diffuso un falso e volgare comunicato.

Ma Ylenia Carrisi dov'è? E se è ancora viva, da chi o da cosa sta scappando?

Tanti giornalisti, alla ricerca di notorietà, hanno tentato invano di inseguire il sogno di rispondere a queste domande, senza considerare che, i genitori di Ylenia, Al Bano e Romina Power, continuano a penare per la scomparsa della figlia, seguitando le sue tracce, tra gli incessanti pettegolezzi e le notizie infondate.

Non sappiamo le ragioni per cui Ylenia Carrisi abbia voluto disperdere le sue tracce e soprattutto se sia dipeso solo ed esclusivamente dalla sua volontà e peggio per mano ignota, ma una cosa è certa: gli sciacalli mediatici sono sempre in agguato e difendersi da loro è piuttosto complicato, specie quando si calpesta la memoria delle persone che non sono più con i loro cari.

In Italia, infatti, come in diversi paesi occidentali, i mass-media sono entrati nelle case di tutti perché c'è la tendenza a trasformare certi drammi in casi da discutere in salotto o con la vicina di casa, non ultimo il caso di Sarah Scazzi ancora al centro delle scene e che attira grosse fette di pubblico et audience televisivo.

Oggimedia prende le opportune distanze dalla "bufala giornalistica" ma contatta ugualmente il Monastero più chiacchierato del momento, per contraddistinguersi, senza tema di smentita, in quel giornalismo che vuole fermarsi e riflettere su dove si può arrivare, quali tasti toccare e come toccarli perché la fondatezza delle notizie, il buon gusto e la sensibilità devono sempre farla da padroni.

Sono le 14.00 in Italia, le 08.00 del mattino in Arizona; digitiamo il numero di telefono e, in trepidante attesa, attendiamo in linea.

Dopo diversi tentativi andati a vuoto, risponde una dolce voce femminile a cui chiediamo alcune informazioni turistiche e sul Monastero, tanto per eludere l'interlocutore. Nella speranza, poi, di mascherare oltremodo alcune imperfezioni fonetico-linguistiche, dovute ad una ovvia cadenza siciliana, ecco che, finalmente, troviamo modo di porgere la famigerata domanda:

Do you know miss Ylenia Carrisi?

traduzione:

Conosce la signorina Ylenia Carrisi?

La centralinista, cambia improvvisamente tono di voce e ostilmente risponde:

«We are tired to repeat it: Ylenia Carrisi has never been here!»

traduzione:

«Siamo stufi di ripeterlo: Ylenia Carrrisi non è mai stata qui!»

Logico aspettarsi la chiusura della cornetta del telefono in faccia e infatti, dopo il "goodbye" di rito, puntualmente arriva la nefasta sentenza.

Tentativo disperato per difendere la privacy di questa ragazza o semplice, quanto legittima, richiesta di essere lasciati in pace?

Noi, opteremmo per la seconda ipotesi.

Fonte Foto: http://t2.gstatic.com/imagesq=tbn:ANd9GcQ9bS2N5z3jtVmi34clHwaeT2F32lSWLWy170KzaAZnW-fYvXvcZZjgUbRaUg

Pasqualino D'Amico e Melania Costantino