I motivi odierni, che hanno condotto ad un incremento della percentuale stimata, sono dovuti principalmente alla crisi ecomonica globale, che sta mettendo in ginocchio molti paesi del mondo, ultimo la Grecia: i tagli in diversi settori, la chiusura di alcune fabbriche, con il conseguente licenziamento dei dipendenti, hanno portato numerevoli famiglie sull'astrico, incrementando l'aumento del livello di povertà, anche in quei paesi considerati sviluppati.
La crisi alimentare si insidia silenziosamente nei paesi in via di sviluppo, come nelle zone dell'Asia, del Pacifico, dell'Africa e dell'America Latina, dove si registra la presenza del maggior numero di persone denutrite. Situazione paradossale se si considera che il resto della popolazione globale è in sovrapeso, e che in molti paesi l'obesità è considerata "il male della società".
Il futuro non si prospetta roseo: nel 2050 si stima che le aree destinate alla coltivazione subiranno una diminuzione dell'8-20%. Dati allarmanti se si considerano le cause: cambiamenti climatici, dovuti soprattutto all'inquinamento, carenza d'acqua, e presenza di microrganismi patogeni, che conduranno ad una diminuzione della produttività, ma non della popolazione che si prospetta raggiungerà i 9 miliardi.
Non bisogna restare indifferenti di fronte al problema della povertà e della fame nel mondo: occorre pensare, data la precarietà della situazione economica che stiamo vivendo, che essa non è tanto lontana da noi. Evitiamo gli sprechi! Questo è un piccolissimo passo che tutti noi possiamo iniziare a fare.
Le risorse a nostre disposizione sono esauribili.
Fonte foto: webalice.it
http://www.webalice.it/barlow/bimbo_nero_beve.jpeg
Manuela Scuderi
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