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GIOVANI, A CATANIA DAL 2002 "PERSI" PIU' DI QUINDICIMILA

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Un raffronto sulla base dell'indagine nazionale del Censis per la fascia 15-34 anni.

Occorrono nuove politiche per la famiglia, riaprire le porte del lavoro e combattere i livelli di povertà. Attrarre investimenti nel territorio potenziando i "fattori di contesto": infrastrutture, energia e ricerca. In provincia di Catania, tra il 2002 e il 2010 si sono "persi" 15778 giovani tra i 15 e i 34 anni. Un dato che emerge da un raffronto fatto dalla Cisl di Catania sulla base del rapporto del Censis relativo all'indagine svolta sull'accesso al lavoro in Italia. Nel nostro Paese, negli ultimi dieci anni - dice il Censis - i giovani di età compresa tra i 15 anni e i 34 sono 2 milioni in meno. In Sicilia, tale fascia di età fa registrare anche il record di inattività: il 77 per cento.

«Il dato – dice Alfio Giulio, segretario generale della Cisl di Catania - fotografa una situazione che abbiamo denunciato innumerevoli volte, e ancora troppe volte ignorata da una classe politica e di governo troppo impegnata a litigare e a occuparsi d'altro. Le motivazioni sono profonde e vanno ricercate nelle scelte politiche degli ultimi decenni. La questione giovanile attuale legata al mondo del lavoro resta ancora una questione irrisolta. Continuare a osservare impassibili è un lusso che nessuno può continuare concedersi, così come annunci-spot ed espedienti-tampone del tipo "Piano di azione per l'occupabilitá dei giovani attraverso l'integrazione tra apprendimento e lavoro - Italia 2020" devono sempre di più inorridire i più giovani e guidarli verso la partecipazione».

«Due milioni di giovani in meno sono una quantità troppo elevata – aggiunge Giulio – se da una parte sono rappresentati da molti che in cerca di lavoro hanno deciso di emigrare verso altri Paesi del mondo, dall'altra sono strettamente legati anche a un tasso di natalità che, a distanza di 30 anni, si è dimezzato e continua a decrescere».

Per Rosaria Rotolo, segretaria territoriale con delega alle Pari opportunità e alle Politiche giovanili, «occorrono politiche che valorizzino il ruolo sociale delle donne per la crescita demografica ed economica del nostro territorio, che mettano un freno al crescente invecchiamento e alla crescente insostenibilità della pressione sul sistema di sicurezza sociale e per individuare progetti aziendali cosiddetti "family friendly", che favoriscano la famiglia».

Giulio e Rotolo rimarcano che «la questione giovanile rappresenta per la Cisl un impegno politico imprescindibile, un grave problema sociale per Catania, perché la crisi degli ultimi due anni ha colpito soprattutto le parti più deboli del mercato del lavoro tra cui i giovani e le donne».

Un'organizzazione pragmatica come la Cisl, attraverso la contrattazione di secondo livello e sociale nel territorio, continua a offrire contribuiti e proposte mirate a nuove politiche per la famiglia come priorità del sistema sociale: sono necessari provvedimenti urgenti e interventi seri e concreti per riaprire le porte del lavoro ai giovani, per diminuire i livelli di povertà e contrastare la negazione verso il sistema pensionistico.

«Le proposte – indica Giulio – vanno nella direzione del potenziamento del sistema formativo. Stiamo seguendo con attenzione la riforma per l'apprendistato per riuscire a collegare l'alternanza scuola/lavoro attraverso percorsi veri di formazione e professionalizzazione che possono determinare maggiore stabilità occupazionale per i giovani, anche con contratti di alto apprendistato per i laureati direttamente collegati con le esigenze del territorio».

«Particolare attenzione va dedicata – sottolinea Rotolo – a strumenti come i tirocini e gli stage che,a Catania, devono essere impiegati per favorire l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro quale prima esperienza e quindi i giovani coinvolti devono essere seguiti adeguatamente nel percorso di formazione in azienda».

«Infine –concludono Giulio e Rotolo – un richiamo forte va fatto a tutte le parti preposte a individuare e attuare valide strategie di sviluppo per Catania e la Sicilia, per attivare subito gli investimenti indirizzati a sviluppare i fattori di contesto (infrastrutture, ricerca ed energia) così da rendere attrattivo il territorio e favorire maggiori insediamenti produttivi soprattutto di alta qualità, accompagnati da un vero credito d'imposta che favorisca l'assunzione di giovani e soggetti svantaggiati e, nel rispetto della legalità, premi le imprese sane».

DATI (elaborazione da Istat)

GIOVANI 15-34 ANNI PROVINCIA DI CATANIA

Anno Popolazione Giovani Tra 15-34 anni in Meno

Totale
2010 289743
2009 293350 3607
2008 295478 5735
2007 296139 6396
2006 299144 9401
2005 301262 11519
2004 303073 13330
2003 302632 12889
2002 305521 15778

TASSO DI NATALITÀ (ITALIA)
2009: 9,5 per mille
2010: 9,2 per mille

MEDIA FIGLI PER DONNA (COMPRESE LE DONNE IMMIGRATE)
2009: 1,41
2010: 1,40

Fonte foto:sdreng.it

http://www.sdreng.it/wp-content/uploads/2007/11/e1.jpg

Comunicato Stampa

CISL
Unione Sindacale Territoriale
CATANIA