Il referendum consultivo sardo sul ritorno al nucleare ha ampiamente superato il quorum necessario.
Il fine settimana appena concluso è stato, è evidente, concentrato sulle consultazioni per le elezioni amministrative riguardanti importanti capoluoghi come Milano, Torino, Bologna per citarne solo alcuni.
I media se ne sono occupati largamente, in un paese come il nostro dove tutto fa politica e dove il clima è tutt’altro che sereno, con dirette e maratone elettorali sui vari canali televisivi. Anche le prime pagine dei giornali erano tutte per le elezioni amministrative. I risultati sono noti e, per ancora un paio di settimane, non si parlerà d’altro.Quello che, a causa della concomitanza con le amministrative, è sfuggito alla maggior parte dell’opinione pubblica, è che nel frattempo in Sardegna i cittadini, zitti zitti, si sono fatti un referendum consultivo sulla questione del ritorno al nucleare, oggetto di un referendum nazionale il prossimo 12 giugno. Referendum che sappiamo essere in bilico, grazie al decreto “astuto” emanato dal governo, dove si dice che il tutto è da rimandarsi a fra un paio d’anni dopo ulteriori verifiche (di che tipo non c'è dato a saper).
Tra i promotori dei quesiti referendari, che parlano di “scippo della democrazia” l’aria è molto tesa, perché se la Corte di Cassazione dovesse decidere che il quesito, dopo il voto del parlamento e l’approvazione del decreto, non è più necessario, allora i comitati referendari vedranno trasformarsi in carta straccia le centinaia di migliaia di firme che hanno raccolto con fatica nei mesi scorsi.
Ma venendo al quesito referendario Sardo che diceva: «Sei contrario all'installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?», il popolo dell’isola si è espresso piuttosto chiaramente.
Il quorum richiesto per il referendum consultivo regionale era del 33%, il dato uscito dalle urne è di quelli che non si vedevano da tempo: ha partecipato al voto oltre il 60% della popolazione, di cui, dato ancora più rilevante, la quasi totalità si è espressa positivamente. Oltre il 98% dei votanti, infatti, ha contrassegnato sulla propria scheda il quadratino che conteneva il SI.
Soddisfazione per le associazioni ambientaliste e per i partiti che hanno sostenuto questo referendum regionale che auspicano che questo sia solo l’anticipo del referendum "scaccia nucleare" del 12 e 13 giugno.
Fonte foto www.greenme.it
Giuseppe Zappalà
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Positivo il risultato del referendum antinucleare in Sardegna













