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Ferrara:Un infuso di oleandro bianco per avvelenare il marito

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Arrestata una donna di Ferrara che ha tentato di avvelenare il marito con un infuso di oleandro bianco sciolto nell'acqua.

Sembra la trama del film "White Oleander", dove la superba Michelle Pfeiffer interpreta il ruolo di una disturbata e irrequieta madre condannata a 35 anni di carcere per l'omicidio del proprio amante: omicidio compiuto proprio con un veleno estratto dall'oleandro bianco. Ma questa volta non è finzione cinematografica: solo realtà.

La donna, F.P., operaia di 50 anni originaria del piccolo paesino di Renazzo, all'interno del comune di Cento in provincia di Ferrara, ha approfittato di un temporaneo ricovero ospedaliero del marito, di pochi anni più anziano di lei, per fargli bere ripetutamente dell'acqua proveniente da bottigliette avvelenate con un infuso di oleandro.

Pare, secondo le prime ricostruzioni, che la donna fosse stata vittima di continui maltrattamenti ad opera dell'uomo e che stanca delle botte avesse voluto vendicarsi: inizialmente con riti esoterici e "malocchio", sempre a spese del povero e ignaro marito, e successivamente con l'infuso di oleandro bianco sciolto nell'acqua che lei stessa portava in ospedale. Da sabato 30 aprile è indagata a piede libero con l'accusa di tentato omicidio. Nessun pericolo di fuga, né di inquinamento delle prove e nemmeno di reiterazione del reato visto che il marito è ancora ricoverato all'ospedale di Cento e lei non può avvicinarlo. Ecco perché non è stata sottoposta a nessuna misura di prevenzione.

Tutto inizia una decina di giorni fa quando l'uomo viene ricoverato per accertamenti clinici, presso il nosocomio "Santissima Annunziata" di Cento. L'uomo riceveva ogni giorno la visita della moglie che gli portava sempre delle bottigliette d'acqua con la raccomandazione di berle tutte. L'uomo, però, continuava a peggiorare e i medici non si spiegavano i motivi, così, insospettiti, hanno chiesto aiuto ai carabinieri che, fintisi pazienti, hanno potuto sventare il piano diabolico della donna, grazie anche ad una telefonata anonima.

L'epilogo, poi, sabato sera: l'acqua che la donna portava al capezzale del marito era, infatti, intrisa con gocce di un infuso fatto in casa dalla stessa con fiori di oleandro bianco. L'oleandro, infatti, è un arbusto dai colori meravigliosi e variopinti ma con un unico "inconveniente": è velenosissimo in ogni sua parte, al punto che, pare, bruciando rami e foglie bisognerà fare attenzione a non inalarne il fumo.

In caserma, dove la presunta criminale è rimasta per tutta la notte tra sabato e domenica, la donna ha reso dichiarazioni contraddittorie ed incongruenti. Da prima ha tentato di sminuire l'accaduto per poi sostenere di essere sempre stata maltrattata dal marito ma di volergli comunque molto bene. L'intenzione non era quella di ucciderlo, ha precisato la donna, ma solo di «farlo star male». Ed è questa la linea difensiva assunta anche dal difensore di fiducia della donna, l'avvocato Alessandro Falzoni: «la mia assistita – ha detto Falzoni - ha continuato a ribadire di non avere avuto intenzione di uccidere il marito, ma solo di provocargli malessere».

Dopo i primi atti urgenti svolti dal pm di turno, il fascicolo è ora nelle mani del magistrato titolare dell'inchiesta che dovrà disporre anche le eventuali perizie psichiatriche e tossicologiche.

Fonti: http://www.giardinare.it/oleandro.html - http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca

Fonte foto: http://it.123rf.com/photo_4514105_veleno-segno.html

Emanuela Annita Scuderi