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Kurt Cobain: il rocker triste degli anni ‘90

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Ricorre oggi il 17esimo anniversario della morte del leader dei Nirvana

«È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente». Con queste parole, tratte dalla celebre canzone di Neil Young "Hey Hey, My My", Kurt Donald Cobain, leader della grunge band di Seattle "Nirvana", il 5 aprile del 1994 ha deciso di dare il suo addio alla vita uccidendosi con un colpo di fucile alla tempia.

 L'infanzia di Kurt è quella di un bambino iperattivo e felice, fino a quando nel 1975, alla tenera età di 8 anni, il divorzio dei suoi genitori gli causa un trauma che tormenterà il suo animo per tutta la vita e lo renderà triste e insicuro.

Nel 1982, per il giorno del suo quindicesimo compleanno, ricevette da sua zia Mary la sua prima chitarra elettrica che cominciò a suonare "alla mancina" per distinguersi dalla maggior parte dei chitarristi dell'epoca che suonava con la destra. Le canzoni dei Nirvana rispecchiano pienamente l'angoscia che Cobain provava nel vivere, e chiunque ascolti attentamente una delle sue canzoni può riuscire a percepirla.

Tra i tanti successi che scandirono la loro carriera, "Smell like teen spirit" divenne una specie di inno della generazione dei primi anni '90, anche se di questo Kurt non andava fiero perché non voleva essere l'emblema di niente, infatti il successo, i soldi, i problemi con la droga, l'essere succube di una moglie gelosa e autoritaria come Courtney Love, i continui mal di pancia di cui soffriva e il fatto di non essere riuscito a trovare l'entusiasmo iperattivo che aveva da bambino, dicendo di invidiare Freddie Mercury per l'eccitazione che gli dava il palco e la folla, portarono Kurt alla decisione del suicidio.

L'unica cosa di cui il leader dei Nirvana si è sentito sempre sicuro nella sua breve vita può essere sintetizzato in una frase di "You know you're right", pubblicata postuma: «Things have never been well , I have never falied to feel pain» (Le cose non sono state così intense, non ho mai fallito nel provare dolore).

Fonte foto: http://cehaylexlox.blogspot.com/

Antonello Ciccarello