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Giovanni Paolo II beato su Facebook

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Quando le campane del Vaticano quel 2 aprile del 2005 alle 21.37 suonarono in segno di lutto i rintocchi raggiunsero l'Italia intera e il mondo, in quel preciso istante si ebbe la certezza che nulla sarebbe più stato lo stesso. "Santo subito" fu la frase che tutto il mondo urlò dal giorno dopo la sua morte. Giovanni Paolo II concludeva ventisette anni di pontificato e tutto diventava storia. Una storia fatta di conquiste ma soprattutto una storia fatta di giovani. Il Papa polacco li ha cercati e amati, girava il mondo per incontrarli, cantava e gioiva insieme a loro. E i giovani non l'hanno mai dimenticato.

Internet e il web oggi sono gli strumenti comunicativi per eccellenza e anche il Vaticano ne ha acquisito consapevolezza. A tal proposito Radio Vaticana insieme al Centro Televisivo Vaticano, con il benestare del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, hanno stabilito di creare un profilo ufficiale sul social network più famoso in tutto il mondo a nome di Karol Wojtyla. L'idea non ha sorpreso né scandalizzato quanti hanno conosciuto le doti comunicative del Papa. La pagina su Facebook è un modo per scandire i giorni che porteranno alla sua Beatificazione che avverrà il primo maggio a Roma. Nel giro di venti giorni il profilo ha raggiunto e superato i 36.000 contatti, un modo per rivivere ventisette anni di pontificato grazie all'inserimento dei contenuti multimediali col supporto dato dai collegamenti con il canale youtube.

"Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo", è solo una delle citazioni divenute monito, i giovani hanno aperto le porte a lui e alle sue parole e Papa Wojtyla nell'ultimo respiro ha pensato a loro, Joaquim Navarro Valls allora riferì che quando il papa morente seppe che la piazza era colma di migliaia di persone, prevalentemente di giovani, si espresse così: "Vi ho cercato adesso siete venuti da me e per questo vi ringrazio".

Non c'è alcun dubbio che se Giovanni Paolo II fosse vissuto ai tempi di Facebook lo avrebbe utilizzato come ulteriore strumento comunicativo, avrebbe avuto un numero indefinito di amici e, tra un tag e la condivisione di un video, avrebbe ancora di più rafforzato quel legame che per tutto il suo pontificato lo ha fatto vivere da giovane tra i giovani.

Foto del redattore

Sabrina Ferrante