Un terremoto di 8,9 gradi della scala Richter avrebbe gettato nel panico qualunque popolo in qualunque paese di questa sempre più instabile Terra. Quello che stupisce, dalle migliaia d’immagini, testimonianze e video che ci arrivano dalla sfortunata terra del “Sol Levante”, è l’incredibile compostezza dimostrata dal popolo Giapponese.
Le immagini che provengono dalle zone colpite sono quasi surreali, centinaia di persone tutte ordinatamente in fila per ricevere gli aiuti, come fossero in fila per entrare a fare acquisti in un negozio in tempo di saldi. Ma quello che più ha colpito è stata l’organizzazione nell’affrontare la fortissima e interminabile scossa di terremoto, niente scene di panico, non c’era gente che correva scappando per strada, niente. Tutti compostamente e ordinatamente scendevano per le strade dai palazzi, dalle case, aspettando che tutto passasse.
Addirittura alcuni negozi lungo le strade cittadine non hanno nemmeno chiuso. Rimangono impresse le immagini di quel video, trasmesso da tutte le tv, nel quale i dipendenti di un supermarket anziché scappare terrorizzati per strada, restavano fermi e anzi si preoccupavano di non far cadere la merce dagli scaffali. Chissà cosa sarebbe successo in Italia, non c’è bisogno di dirlo, lo immaginiamo tutti.
Significative le immagini dei bambini delle scuole che, senza paura, mettono il caschetto in testa e ordinatamente su avviano verso l’uscita delle aule. È la dimostrazione che questo popolo, senza dubbio, ha imparato a convivere con i terremoti già da lungo tempo. Basti pensare ai danni provocati ai palazzi dal terremoto, sono stati quasi nulli in una grande cita come Tokio. Se un evento di questa portata fosse successo qui in Italia, per esempio se il terremoto che ha colpito l’Aquila avesse avuto la stessa intensità e durata di quello che ha colpito il Giappone, gli esperti ci dicono che molto probabilmente non ci sarebbe niente da puntellare o da ricostruire. Di contro se un terremoto dell’intensità di 6,4 gradi, come quello dell’Aquila, avesse colpito il Giappone, probabilmente, non sarebbe caduto nemmeno un cornicione.
La paura c’era, soprattutto per le scosse che si susseguivano senza sosta, e per le notizie che dal nord del Giappone cominciavano ad arrivare, notizie di morte e distruzione, causate, è giusto dirlo, solo ed esclusivamente allo Tzunami successivo. Nella citta invece si cominciava a tornare alla normalità, soprattutto dopo che la metropolitana, interrotta dopo le scosse su molte linee, è tornata a viaggiare.
Gli unici protagonisti di scene di panico sono stati, naturalmente, gli stranieri e i turisti per le strade e questo deve farci profondamente riflettere.
Fonte foto: www.tg24.sky.it
Giuseppe Zappalà
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Oltre il terremoto: il fiero popolo Giapponese













