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UNA CASA PER L’architettura del mediterraneo per custodire la cultura al femminile

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Inaugurata la rassegna “La città delle donne”, dall'8 al 12 marzo in otto comuni del Messinese.

GIARDINI NAXOS (Me) – La seconda edizione dell’evento internazionale “La città delle donne - Otto progetti per infiniti scenari” - che quest’anno inaugura a Giardini Naxos la I Biennale delle artiste del Mediterraneo, si è aperta ieri all’insegna del dialogo e del confronto tra “culture sorelle”. «Riportare alla memoria il mondo del lavoro femminile nel rispetto del patrimonio culturale del Mediterraneo e raccontare il proprio vissuto, è il modo migliore per scoprire la creatività delle donne lontano da ogni forma di rivendicazionismo». Con queste sintetiche ma forti parole, pronunciate da Fulvia Toscano e Eleonora Cacopardo, organizzatrici dell’evento e direttrici rispettivamente delle associazioni culturali “Le Officine di Hermes” e “ArteAlta”, si è ufficialmente inaugurato l’evento – in programma fino a sabato 12 marzo – a cui ha preso parte attiva l’Ordine degli Architetti Pianificatori, paesaggisti e conservatori (PPC) di Catania – presieduto da Luigi Longhitano – e la sua Fondazione, guidata da Carlotta Reitano. Prendendo spunto dalle celebrazioni dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, le organizzatrici hanno scelto il tema “Donne e architettura: otto per infinito” rivedendo il numero otto in una prospettiva di continuità e scegliendolo come simbolo attorno a cui far ruotare l’intera iniziativa: infatti è volutamente ridondante perché legato alla donna ma anche all’idea dell’infinito. “La città delle donne: esperienze a confronto” è stato il convegno, moderato da Francesca Moraci, docente di Urbanistica alla facoltà di Architettura di Reggio Calabria, attraverso il quale hanno cominciato a delinearsi le linee guida di un progetto articolato tra donne impegnate, a cui ha partecipato il vice presidente aggiunto dell’Ordine etneo Paola Pennisi, insieme alle colleghe Elena Arcidiacono, Rita Simone e Maria Giuseppina Grasso Cannizzo. Tutte siciliane, gli architetti hanno mostrato i loro progetti in un susseguirsi di immagini proiettate su un grande schermo, in uno scambio produttivo e costruttivo. «Il vantaggio di essere donna, in una professione legata ad una capacità neutra – ha commentato la Pennisi – è quella di una maggiore sensibilità che probabilmente favorisce un approccio più profondo col committente».

Per il presidente Longhitano il convegno è stato l’occasione per rilanciare il progetto della Casa per l’Architettura del Mediterraneo: «Bisogna creare un luogo che diventi memoria nel tempo di differenze etiche, religiose, culturali e strutturali legate all’evoluzione della donna. In un percorso di trasformazione il concetto dell’abitare è mutato, così come sono cambiate le esigenze femminili. Perdere il ricordo di ciò che è stato, smarrire l’evoluzione del concetto di progettazione sarebbe un danno enorme».

Si è soffermata a parlare dell’evoluzione della donna nella professione la Reitano: «In Italia solo il 29 per cento degli architetti sono donna, una percentuale non bassa ma al di sotto di quella francese dove esiste una maggiore apertura e alla quale bisogna mirare, prendendo magari spunto dalle donne che hanno tracciato la nostra professione come Cini Boeri, Gaia Aulenti e Benedetta Tagliabue, considerata la punta di diamante dell’architettura italiana, alla quale avrò il piacere di consegnare durante la giornata conclusiva il premio finale “Otto per infinito”, insieme al presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Messina Giuseppe Falzea».

I lavori proseguiranno oggi, mercoledì 9 marzo, con la presentazione dei workshop “Otto progetti per infiniti scenari”, in cui settanta studenti e giovani architetti, guidati da professioniste provenienti da otto Paesi del Mediterraneo (Algeria, Grecia, Italia, Libano, Malta, Marocco, Spagna e Tunisia) si cimenteranno in otto percorsi progettuali su otto differenti temi studiati sulle specifiche esigenze dei comuni coinvolti: Alì Terme (turismo termale), Forza d’Agrò (recupero centro storico), Gallodoro (rapporto tra arte e architettura), Giardini Naxos (teatro), Letojanni (waterfront), Mongiuffi Melia (recupero ambientale), Sant’Alessio Siculo (waterfront), Savoca (accessibilità e riqualificazione del paesaggio urbano).

I Press