I giornalisti di tutto il mondo stanno vivendo una sorta di rivoluzione entusiastica, intellettuali e sostenitori dei diritti umani sono in prima linea a dichiararsi soddisfatti e fiduciosi in merito alle insurrezioni nord africane. Anche i governi occidentali si preoccupano di denunciare pubblicamente le politiche antidemocratiche di Gheddafi, Mubarak e compagnia bella.
Sembra proprio che il mondo non aspettasse altro che la fine di questi dittatori e la riaffermazione dei diritti fondamentali delle popolazioni maghrebine.
Difficile, però, non riscontrare una certa ironia in tutto questo. Dovrebbe essere noto a tutti, infatti, che diverse nazioni europee (Italia in primis) sono sempre state fedeli partner economici di regimi, oggi tanto denigrati, e che gli stessi Stati Uniti hanno concluso importanti accordi con i vari dittatori, adesso oggetto di un incessante linciaggio internazionale.
In tanti dichiarano che le responsabilità dell'Italia, ma in generale dell'Unione Europea, non sono affatto trascurabili.
Come mai l'Europa non ha avuto nemmeno un dubbio sull'intraprendere rapporti commerciali con Gheddafi, conoscendo la sua indole dispotica, ma soprattutto come è possibile che l'Unione europea non si sia mai preoccupata di salvaguardare i diritti delle popolazioni con le quali concludeva i propri affari economici. È proprio l'assenza di diritti umani che spinge le persone a lasciare la Libia, la Tunisia e il Nord Africa, dove, se fosse garantita la libertà, la gente non affronterebbe il mare per sbarcare a Lampedusa, ma rimarrebbe nel proprio paese.
E' probabile che tutti i problemi dovuti all'immigrazione che ci sono oggi non esisterebbero se la diplomazia europea avesse preso dei provvedimenti in materia di diritti umani e libertà.
Con troppa facilità l'Europa ha chiuso un occhio sul regime dittatoriale di Gheddafi pur di portare avanti i propri piani economici.
Nonostante tutti i progressi che negli ultimi anni l'Unione europea ha fatto in termini di rapporti esteri, sembra che ancora la sua politica estera manchi di lungimiranza. Preoccupandosi solamente di portare avanti i propri interessi economici, contraendo affari con i vari dittatori africani, l'Europa ha incrementato la sua economia indebolendo forse quella degli stati maghrebini.
È quindi evidente che l'aumento della povertà sia la principale causa di emigrazione da questi paesi. Centinaia di migliaia di persone disperate si trovano costrette ad affrontare il Mediterraneo su improbabili imbarcazioni, spesso portando con sé donne e bambini, nella speranza di trovare un futuro migliore in Italia, Belgio, Francia ed in tutti quei paesi che, fino a ieri, concludevano affari d'oro con gli autori (ma non unici responsabili) delle drammatiche situazioni che ci vengono proposte dai telegiornali di tutto il mondo.
Giovanni Saitta
Fonte foto: rainews24
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Povertà, rivoluzioni e immigrazioni. Le responsabilità dell'Occidente 













