Il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II proclamava il regno d'Italia. Il 17 marzo 2011 l'Italia festeggia i suoi "primi" 150, tra polemiche, contrasti e dibattiti.
Correva l'anno 1860 quando Giuseppe Garibaldi e i suoi mille partirono, il 5 maggio da Quarto, alla volta della Sicilia per intraprendere la fase finale di quel lungo percorso verso il regno d'Italia. Sbarcati l'11 maggio a Marsala lottarono per strappare le terre ai Borboni al motto di "Qui si fa l'Italia o si muore!". Quel lungo percorso, tra eroi e conflitti interminabili, portò a quel 17 marzo 1861 quando, a Palazzo Carignano, Vittorio Emanuele II proclamava il Regno d'Italia.
Corre l'anno 2011: l'Italia festeggia i suoi primi 150 anni. Per questo il 17 marzo è stata eletta festa nazionale (anche se solo per quest'anno in occasione del 150esimo). Scuole e uffici, quindi, resteranno chiusi e non si andrà a lavoro. Almeno in teoria. In teoria, perché, siamo in Italia e cioè nel paese delle polemiche. E la polemica nasce proprio sul 17 marzo.
Umberto Bossi: «il ponte del 17 marzo?- ha detto il Senatur - Sarebbe pericolosissimo. In un momento di crisi come questo come fai a fare il ponte?». Ma anche il ministro Calderoli non è favorevole ai festeggiamenti: «in un periodo di crisi come quello attuale - ha osservato - appare paradossale caricarsi dei costi di una giornata festiva, un evento significativo quale il 150esimo dell'Unità d'Italia può essere celebrato degnamente lavorando e non restando a casa». Se consideriamo poi che i giorni di festa potrebbero diventare tre visto che il 17 marzo è giovedì e che l'Italia è il paese dei "ponti lunghi", la questione diventa ancora più delicata. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, è preoccupata che lo stop del paese potrebbe comportare «perdite elevate in termini di minore produzione e maggiori costi per le imprese», e per questo propone di festeggiare comunque i 150 anni del Bel Paese, ma «organizzando momenti di ricordo e di aggregazione attorno alla bandiera nazionale nei luoghi di lavoro». Festeggiare si, quindi, ma lavorando e sulla stessa lunghezza d'onda si adagia anche il ministro Maria Stella Gelmini, propensa a festeggiare con lezioni ed eventi speciali, piuttosto che a chiudere le scuole.
Il primo a scagliarsi contro la "festa nazionale" è
Di avviso contrario è invece il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani: «quest'anno - ha detto - per il calendario, non ci saranno i ponti del 25 aprile e del primo maggio, quindi se si fa quello del 17 marzo non credo ci siano problemi. Io sono per una festa senza andare a lavorare». E sullo stesso fronte si schierano anche Ignazio La Russa e il ministro della Gioventù Giorgia Meloni. La provocazione più forte, però arriva da Luca Cordero di Montezemolo: «se dobbiamo lavorare e produrre piuttosto che festeggiare il genetliaco del paese così sia – ha detto il fondatore di Italia Futura - a patto che però si parta dall'abolizione della Befana. E' una cosa ben singolare fare tutta questa cagnara per abolire la festa della Nazione che si celebra una volta ogni 150 anni e precipitarsi invece ogni anno, senza alcuna obiezione, a comprare calze e leccornie in onore di una signora con la scopa».
Ma le polemiche sono anche di origine storica (o forse più politica). Il presidente della provincia di Bolzano, Luis Durnwalder e la sua giunta, infatti, non parteciperanno alle celebrazioni ufficiali, anche se, comunque, gli uffici pubblici resteranno tutti chiusi. «Noi – ha detto Durnwalder - ci sentiamo una minoranza austriaca e non siamo stati noi a scegliere di far parte dell'Italia [...] Non volevamo l'Italia nel 1919 e non la volevamo nel 1945. Ma se gli italiani vogliono parteciparvi, lo possono fare. Noi non ci opporremo di certo». Parole che suonano durissime specie perché dette dal presidente di una provincia italiana che riceve, periodicamente, i più cospicui finanziamenti pubblici (e quindi italiani) all'autonomia.
L'Italia, quindi, si divide in due: festeggiare o non festeggiare? Anche questa è l'Italia, ma forse «Fatta l'Italia, ora dobbiamo fare gli italiani».
Fonti: www.ilsussidiario.net - www.agenparl.it - www.politica24.it - Fonte foto: http://www.quirinale.it/qrnw/statico/eventi/150italia-unita/150anni.htm
Emanuela Annita Scuderi
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150 anni d'Italia: festa si, festa no.













