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Horror e modernità

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L'Inghilterra con la sua nebbiosa brughiera è dal XVI secolo la patria del romanzo gotico.

Possiamo identificare il romanzo "Il castello di Otranto" (1764) di Horace Walpole come il capostipite di questa tradizione letteraria. Nella storia emergono le radici del genere gotico direttamente dal passato del Medioevo europeo.

Ma è nel XVII secolo che il romanzo gotico detiene una maggiore dignità letteraria e un più ampio successo di pubblico, dovuto al "gothic revival" che produrrà due importantissimi romanzi : "Frankenstein" di Mary Shelley (1818) e "Dracula" di Bram Stoker (1897).

Entrambi ci presentano due storie molto affascinanti, che contribuiranno a costituire l'immaginario occidentale della paura e che innalzeranno a mito due "mostri" classici. Nel primo romanzo è molto presente l'elemento fantascientifico, l'autrice ci mostra una prospettiva molto originale dove vengono messi in risalto i limiti (soprattutto etici) della scienza, in un'epoca dove tale argomento prendeva l'aspetto di una querelle e apriva un intenso dibattito tra luminari della scienza medica e uomini di fede ( è possibile la vita dopo la morte?). "Frankenstein" rappresenta tutto questo, ovvero il fallimento di un genio folle, che vede la propria creatura ribellarsi al suo creatore.

Il "Dracula" ci presenta, invece, l'essere che più di tutti popola le misteriose leggende del folklore dei Balcani, il padre dei vampiri: il conte Vlad, detto l'Impalatore.

Nel 1992 il maestro Francis Ford Coppola ne fa un capolavoro del cinema horror, rifacendosi direttamente al romanzo di Stoker, intenzione esplicitata sin dal titolo del film " Dracula di Bram Stoker".

Il secolo gode della produzione di un altro genio letterario, Edgar Allan Poe, iniziatore del genere neogotico, che mantiene gli elementi di mistero e suspence, ma abbandona le atmosfere medievali tipiche del gotico, per trovare ispirazione nei misteri della scienza, nell'esoterismo e nel mesmerismo.

L'Inghilterra Vittoriana è ancora la culla di tante storie misteriose tra le quali: "Lo strano caso del Dr. Jackyll e del Signor Hyde" di Robert Louis Stevenson (1886) e un fatto di cronaca nera che sconvolse l'opinione pubblica inglese; i raccapriccianti delitti di Jack lo Squartatore, nomignolo che la stampa diede ad uno dei primi casi di killer seriale documentati in età moderna. Gli efferati omicidi ebbero luogo nei sobborghi della Londra industriale ai danni di alcune prostitute (1888).

Quale legame intercorre tra Horror e Modernità?

La frontiera dell'era Moderna è una frontiera che sposta i propri confini sempre più avanti e va di pari passo con un concetto che noi chiamiamo "Progresso". Non sempre però gli uomini sono pronti ad attraversare determinate fasi dove è necessario un salto che li allontani irrimediabilmente dalle certezze alle quali erano ancorati. La perdita delle certezze e la mobilità del concetto di modernità determinano lo stato di crisi. Così fu per gli uomini che vissero la rivoluzione industriale, o i due conflitti mondiali e così è per noi che oggi viviamo una crisi economico-politica diffusa su vasta scala e probabilmente causata dalla perdita di potere economico della super potenza USA a favore di altri paesi.

Nei cosiddetti "tempi di crisi" assistiamo ad una crescita della produzione letteraria e cinematografica Horror.  Possiamo prendere ad esempio i film di Romero, classici del filone zombie, dove la critica sociale è fortissima e lo zombie rappresenta il cannibalismo insito nella nostra società. Tale tematica viene ripresa con ottimi risultati dal recentissimo "The walking dead" (2010), serie tv in sei episodi di Frank Darabont, basata sull'omonimo fumetto scritto da Robert Kirkman ed illustrato da Tony Moore e Charlie Adlard.

Sempre in tempi recentissimi, le storie di vampiri sono state protagoniste di un grande revival;

è in quest'ottica che può essere giustificato il successo della Twilight Saga e di "The Vampire Diaries" che hanno mandato in visibilio milioni di adolescenti e non.

Un fenomeno originale al quale assistiamo è la nascita del concetto di "nuovi mostri" dove l'elemento sovrannaturale viene sostituito dall'elemento disumano; vediamo protagonisti di nuovi filoni horror dei veri e propri mostri umani che di volta in volta sono dei cacciatori sadici ( "Hostel" 2005 diretto da Eli Roth e prodotto da Quentin Tarantino), dei serial killer che si divertono ad uccidere le proprie vittime nei più svariati modi usando macchine da tortura ed indovinelli ("Saw – L'enigmista" che conta sette episodi dal 2004 al 2010) e medici feticisti con deliri di onnipotenza che plasmano la carne umana a proprio piacimento( "The human centipede" 2010)

Ed è così che l'uomo continua ad esorcizzare le proprie paure sulla morte, leggendo o andando al cinema, in modo non troppo diverso da ciò che facevano spettatori molto più antichi di noi con la tragedia classica.

La Spina Simona

Fonte foto:

1) www.occhirossi.it

2) www.mondoinformatico.info

3) www.arcangeliedemoni.blogspot.com