L'Italia necessita di migliori politiche volte a sostenere la domanda, incluso interventi sui programmi relativi all'istruzione e alla cultura. Ogni riforma che comporti un aumento dell'insicurezza dei lavoratori deve essere accompagnata da un aumento delle misure di protezione sociale. I salari pagati ai lavoratori flessibili devono esser più alti e non più bassi, proprio perché più alta è la loro probabilità di licenziamento. In Italia un precario ha una probabilità di esser licenziato nove volte maggiore di un lavoratore regolare, fino al 40% dei lavoratori precari è laureato. Ma se li mettete a servire patatine fritte o nei call-center, perché spendere tanto per istruirli? (di Joseph E. Stiglitz Premio Nobel per l'Economia).
Oggi grazie a questi cambiamenti, il nuovo lavoro dei giovani e' diventato "cercare lavoro" quasi come una caccia all'oro nel deserto. La disoccupazione dilaga come un virus e chi non ne e' affetto sta aspettando il suo turno. La cosa disumana è che per non esserne contagiati ci si deve far violentare corpo e mente da chi, per quattro soldi compra le paure e la libertà di gente onesta che vorrebbe solo un lavoro "dignitoso". Se e' vero, quindi, che il lavoro nobilita l'uomo, il nostro sta diventando un paese di barboni. Oggi il tasso di disoccupazione dei giovani compresi tra 18 e 24 anni secondo l'ISTAT e' del 26,8%. Sono i giovani che dovrebbero creare la famiglia di domani e che già da soli non riescono ad arrivare a fine mese. Allora ci chiediamo: quale futuro ci aspetta? Perché stiamo a guardare in silenzio la nostra disfatta?
Fonte foto:bernardoindelicato.blogspot.com
Lara Sulfaro
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i giovani italiani sono i nuovi "cinesi" d'europa?













