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Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

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fioccobianco2010
Più di sei milioni e mezzo sono le donne violentate secondo una recente indagine Istat, il 70% addirittura dal partner, tre milioni le bambine che ogni anno subiscono mutilazioni genitali; abusi fisici e psicologici che quotidianamente migliaia di donne sono costrette a subire e nascondere per paura di essere giudicate e criticate. Il 25 novembre è la giornata, scelta dall'Onu, in memoria delle sorelle Mirabal brutalmente torturate e assassinate nella Repubblica Domenicana, simbolo della lotta contro la violenza femminile. Proprio in mattinata, il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna e il vice Presidente del Senato, Emma Bonino, hanno firmato il petalo rosa, simbolo della campagna contro la mutilazione genitale femminile, promossa da Aidos e Amnesty International, affinché le Nazioni Unite procedano, con una risoluzione, all'interdizione di questa macabra pratica nei ventinove paesi dove quotidianamente è perpetrata.

Paura, angoscia, impotenza sono questi i sentimenti che attanagliano le vittime; uomini-orchi, spesso il proprio o un conoscente, capaci di ogni cattiveria pur di affermare il predominio, così come accade nel mondo animale, pur di dimostrare di essere i più forti. Carnefici di coppie unite da un sentimento distorto, dove la donna è la preda più facile da picchiare, molestare e perseguitare con telefonate e pedinamenti. Proprio domenica l'ennesima vittima di una violenza, ma non solo.

Una stupenda giovane donna napoletana di venticinque anni, ha trovato la morte per la cattiveria di quello che era stato il suo ragazzo e che poco tempo fa aveva già provato ad ammazzarla con sedici coltellate; poi una legge troppo blanda, una giustizia che è tale solo di nome e quasi mai di fatto, ed ecco che a quell'uomo accusato di tentato omicidio vengono concessi gli arresti domiciliari. La ragazza lo rincontra, per un ultimo chiarimento fortemente voluto da lui, ma questa volta l'orco le aveva preparato sessantasette coltellate che non le hanno dato scampo, morta due volte, per negligenze, cattiveria e morbosità.

Per donne come lei e per tutte quelle che ogni giorno sono vittime anche del minimo sopruso molte sono le iniziative anche bipartisan, ma molta ancora è la strada da fare per convincere le donne abusate di dovere ad ogni costo reagire, denunciare e non aver vergogna di gridare chi è il mostro che hanno accanto.

Alessandra Dell'Aquila

Foto: pariopportunita.provincia.lucca.it