Paura, angoscia, impotenza sono questi i sentimenti che attanagliano le vittime; uomini-orchi, spesso il proprio o un conoscente, capaci di ogni cattiveria pur di affermare il predominio, così come accade nel mondo animale, pur di dimostrare di essere i più forti. Carnefici di coppie unite da un sentimento distorto, dove la donna è la preda più facile da picchiare, molestare e perseguitare con telefonate e pedinamenti. Proprio domenica l'ennesima vittima di una violenza, ma non solo.
Una stupenda giovane donna napoletana di venticinque anni, ha trovato la morte per la cattiveria di quello che era stato il suo ragazzo e che poco tempo fa aveva già provato ad ammazzarla con sedici coltellate; poi una legge troppo blanda, una giustizia che è tale solo di nome e quasi mai di fatto, ed ecco che a quell'uomo accusato di tentato omicidio vengono concessi gli arresti domiciliari. La ragazza lo rincontra, per un ultimo chiarimento fortemente voluto da lui, ma questa volta l'orco le aveva preparato sessantasette coltellate che non le hanno dato scampo, morta due volte, per negligenze, cattiveria e morbosità.
Per donne come lei e per tutte quelle che ogni giorno sono vittime anche del minimo sopruso molte sono le iniziative anche bipartisan, ma molta ancora è la strada da fare per convincere le donne abusate di dovere ad ogni costo reagire, denunciare e non aver vergogna di gridare chi è il mostro che hanno accanto.
Alessandra Dell'Aquila
Foto: pariopportunita.provincia.lucca.it
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Giornata mondiale contro la violenza sulle donne 













