Indignazione e disappunto per la forma di protesta attuata dall'Aeroclub di Treviso
La scritta "Fliegen macht frei" (Il volo rende liberi) ricorda fortemente la ben più dolorosa "Arbeit macht frei" (Il lavoro rende liberi), che, posta all'ingresso del campo di concentramento polacco, costituiva un inquietante e ironico messaggio di benvenuto per gli innocenti prigionieri ebrei.Una provocazione pesante e sicuramente di pessimo gusto questa adottata dall'Aeroclub di Treviso che l'ha riprodotta sui propri cancelli per protestare contro l'Enac e la società di gestione Aertre Spa che, secondo i fomentatori dell'iniziativa, «stanno portando la scuola di volo trevisana alla chiusura». Dal 3 novembre scorso, infatti, per motivi di sicurezza, l'aeroclub è stato circondato da filo spinato e, dunque, separato dal resto dalla zona aeroportuale. Come spiegato dai dirigenti dell'associazione, questa nuova barriera «impedisce l'accesso ai visitatori e limita fortemente l'attività addestrativa degli allievi piloti e degli istruttori, obbligandoli a sottostare a umilianti quanto inutili procedure». Dal canto suo l'Enac ha precisato, invece, che il provvedimento si è reso necessario in quanto l'hangar dell'Aeroclub «non rispettava la normativa nazionale vigente in materia di security».
Prevedibile e comunque giustificata la polemica suscitata da questo episodio. La comunità ebraica di Venezia ha reagito dichiarando, attraverso il portavoce Elia Richetti, che il messaggio «banalizza l'Olocausto». «Non è certo questo il modo di esprimere un dissenso verso qualcosa - ha aggiunto il sindaco Gian Paolo Gobbo - è una scelta fuori tempo e fuori modo».
E se è comprensibile che ogni protesta ricerchi sempre, per trovare il massimo riscontro possibile, forme vistose e dirette, non si può certo accettare che queste stesse superino così vistosamente le comuni norme del buon gusto e del rispetto delle persone. È davvero così necessario ricorrere all'esagerazione o basta semplicemente valutarne le corrette alternative?
Intanto nella mattinata di oggi l'insegna è stata finalmente rimossa, come era stato formalmente richiesto lo scorso venerdì dal direttore dell'Enac Valerio Bonato.
Venera Tripoli
Fonte foto: tribunatreviso.gelocal.it
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Insegna di Auschwitz citata per provocazione













