Per la donna la situazione resta però in serio pericolo
Doveva essere giustiziata il 3 novembre 2010, ma così non è stato. La portavoce del comitato internazionale contro le esecuzioni Mina Ahadi, infatti, ha fatto sapere che Sakineh è stata graziata, ma ciò nonostante corre ancora seri pericoli. Per coloro che non conoscessero la sua storia, Sakineh Mohammadi Ashtiani, è una donna iraniana che nel 2006 subì la sua prima condanna per via di una relazione illecita avuta con due uomini dopo la morte del marito. La condanna consistette in 99 frustate, ma successivamente, la vicenda della donna venne rianalizzata, e Sakineh venne accusata di adulterio e condannata alla lapidazione, poiché ai tempi della relazione risultava essere ancora sposata. Nel frattempo uno dei due uomini con i quali aveva intrattenuto la relazione, venne accusato di omicidio nei confronti del marito di Sakineh. La donna, quindi, se pur indirettamente, venne ritenuta anche'essa responsabile dell'uccisione del marito e condannata alla pena capitale per omicidio. La condanna a morte era stata fissata per il maggio del 2007, ma fu poi rinviata. Nell'agosto 2010 fu trasmesso un programma all'interno del quale Sakineh si dichiarava colpevole dei reati di adulterio e omicidio. A ciò fecero seguito le dichiarazioni del suo avvocato, il quale sostenne che tali confessioni fossero state fatte dopo due giorni di precedenti di torture. Ciò nonostante, nel settembre 2010, la condanna venne comunque confermata. Da allora, anche grazie alla mobilitazione dei suoi due figli, intere nazioni si sono schierate a favore della salvezza di Sakineh tramite manifestazioni di piazza e proteste, insieme a tante associazioni del calibro di Amnesty International o Human Rights Watch . Il presidente della repubblica iraniano a dire il vero, non ha molto gradito tali proteste, poiché considerate come mezzo di campagna mediatica contro l'Iran, citando tra l'altro l'esempio delle 53 donne pendenti negli stati uniti, condannate a morte e della quale sorte, nessuno si è mai occupato. In ogni caso la condanna di Sakineh era stata fissata in data 3 novembre 2010. Cosa che fortunatamente non è ancora avvenuta, poiché, secondo la portavoce del Comitato internazionale contro le esecuzioni, le pressioni dei governi occidentali sul regime di Teheran avrebbero contribuito alla decisione. Tuttavia, la situazione di Sakineh resta in serio pericolo, e non si esclude che ciò non sia stato altro che un semplice rinvio della data di morte.Fonte immagine: www.angelotrapani.wordpress.com
Roberta Tomaselli
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Sakineh scampata alla lapidazione













