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Da oggi anche i padri vanno in "maternità"

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Il parlamento europeo si è espresso a favore dei padri in congedo

Sono finiti i tempi in cui erano solo le madri a doversi occupare dei loro pargoletti. Quei tempi in cui solo le donne dovevano pensare ad allattare, coccolare e addormentare i nuovi eredi. Adesso anche ai padri sarà concesso il diritto da parte dell'UE (e il dovere da parte delle amate consorti) di due settimane di congedo dal lavoro per godere dei primi momenti di vita del nuovo arrivato. Qualche modifica è stata però apportata al congedo di maternità relativo alle madri. Le donne, infatti, se fino ad ora potevano godere di ben 5 mesi di congedo a partire dalla nascita del figlio, adesso avranno a disposizione solo 20 settimane a retribuzione invariata. Tali disposizioni tuttavia, potranno essere soggette a cambiamenti in base allo stato in questione e alle sue relative esigenze. In ogni caso, tutte le mamme lavoratrici in congedo, spiega una nota del Parlamento, dovranno percepire il 100% dell'ultima retribuzione mensile o della retribuzione mensile media. Qualche differenza sarà fatta per le madri con figli nati portatori di handicap, parti gemellari o adozioni.

Per quanto riguarda il tema centrale, ovvero il congedo degli uomini, le opposizioni e le critiche non sono di certo mancate, ma alla fine è stato stabilito che tutti gli stati membri dovranno garantire la possibilità di congedo retribuito per paternità, di almeno due settimane. Certo è che una decisione del genere porterà una ventata di gioia a molti padri che magari alle prime armi, e inizialmente certi di non poter avere nulla a che fare con poppate o cambi di pannolini, avranno invece la possibilità di rendersi conto di quanto sia naturale e dolce, prendersi cura di quel dolce fagottino dai tratti somatici familiari.

Ad altri padri, forse, frutterà solo la possibilità di stare più tempo in pantofole davanti alla tv guardando da lontano la propria moglie sbracciarsi per quel figlio che è stato procreato in due, ma che al momento della nascita sembra appartenere solo alle cure della mamma.

Fonte immagine:www.blogmamma.it

Roberta Tomaselli