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Disoccupazione anche con posti disponibili.

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I premi Nobel all'economia spiegano i flussi del mercato del lavoro.
Il problema della disoccupazione può essere spiegato in maniera diversa da come si è finora creduto: domanda e offerta, anche nel mercato del lavoro, spesso hanno difficoltà ad incontrarsi poiché esistono dei flussi del mercato che creano delle naturali incongruenze. Questa è la rivelazione dei premi Nobel all'economia 2010, Peter Diamond, Dale Mortensen e Christopher Pissarides.

 

I loro lavori permettono di spiegare i fenomeni per cui, stranamente, ad un crescente tasso di disoccupazione può corrispondere, di contro, una crescente presenza di posti di lavoro vacanti.
La spiegazione data finora dagli economisti di fronte al fenomeno della persistente disoccupazione, anche in presenza di offerte, è stata quella dell'esistenza di una differenza strutturale tra le qualifiche richieste dalle imprese e quelle possedute da chi cerca lavoro o, ancora, alle differenti localizzazioni geografiche tra chi offe e chi cerca lavoro. Il cosiddetto "mismatch" tra domanda e offerta, però, non riesce a spiegare perché tali fenomeni spesso si verificano anche su realtà geografiche limitate.

La curva di Beveridge, a cui i premi Nobel hanno fatto riferimento, dimostra come esista un equilibrio naturale tra domanda e offerta di lavoro per cui ad un numero crescente di posti di lavoro corrisponde una crescita della disoccupazione: ciò è dovuto ai naturali tempi di incontro tra le due richieste, tra quelli delle imprese che devono attivare i mezzi per comunicare la loro offerta, selezionare i candidati e formarli, e i tempi impiegati dai disoccupati per compiere le loro ricerche ed informarsi. Tempi che creano una divaricazione del mercato del lavoro.

La condizione di equilibrio della curva di Beveridge può subire degli spostamenti anche inversi, ci possono essere anni in cui ad una crescita dell'offerta corrisponde una diminuzione del tasso di disoccupazione. Secondo l'indagine Istat, la curva applicata al caso italiano dimostra come nel 2007 vi sia stato un incontro favorevole tra domanda ed offerta e come invece nel 2009 domanda e offerta si siano distanziate.

Gli spostamenti sono dovuti a due fattori, ai flussi del mercato e all'intervento delle istituzioni: le politiche attive a favore dell'occupazione possono far sì che domanda e offerta si incontrino, o viceversa causare il fenomeno inverso.
In Europa si fa già riferimento a tali studi, l'Italia rimasta indietro dovrà cercare di aprirsi a queste nuove teorie economiche.

La proposta del sottosegretario Laura Divario di creare un portale centrale per le imprese che possa avvicinare domanda e offerta anche nel settore privato, potrebbe essere il primo segno di un orientamento in tale senso. Si sta, infatti, comprendendo il ruolo principale della divulgazione di informazioni per favorire ed accelerare l'incontro tra disoccupati e imprese, non solo, come è avvenuto finora, nell'ambito dei concorsi pubblici. Un portale che affianchi e completi la Gazzetta Ufficiale, dove vengano resi pubblici annunci di offerte di lavoro e le modalità di presentazione delle candidature anche per le imprese private.
Il problema della disoccupazione potrebbe, quindi, trovare una via di risoluzione creando innanzitutto le condizioni affinché i giovani disoccupati possano facilmente conoscere ed incontrare chi potrebbe assumerli.

Paola Fidone

Fonte foto:insardegna.eu