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'ndrangheta: Arrestato l'autore degli attentati di Reggio Calabria

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Fermato Antonio Cortese, uomo della cosca Lo Giudice, artefice delle bombe alla Procura di Reggio Calabria

E' stato arrestato nella mattinata il presunto esecutore materiale delle due bombe fatte brillare a Reggio Calabria, una davanti alla procura, l'altra davanti all'abitazione del Procuratore Salvatore Di Landro.

Al fermo dell'uomo, Antonio Cortese (48 anni), si è arrivati grazie alla collaborazione del boss Antonino Lo Giudice ( arrestato il 7 ottobre dopo le dichiarazioni di quattro pentiti ). Sempre quest'ultimo, dopo un interrogatorio di due giorni, ha confessato di essere stato il mandante dei 3 attentati diretti ai Procuratori (le due bombe dirette a Di Landro e il bazooka diretto a Pignatone). Tutto ciò è stato confermato dallo stesso Pignatone, ma restano comunque alcune perplessità su quanto affermato dal pentito.

Intanto a Reggio è arrivato l'esercito. I 75 soldati, arrivati da Cosenza, Messina e Catania, dalle ore 13 di lunedì 18 ottobre hanno iniziato a presidiare i quattro obiettivi: il CEDIR (centro direzionale, dove ha sede la Procura della Repubblica), la Procura Generale, la sede della Corte d'Appello e l'abitazione di Salvatore Di Landro. Come promesso, la presenza dei militari in città si avverte poco, ma il clima continua a non essere dei migliori.

È notizia degli ultimi giorni il licenziamento di Lucio Musolino, giornalista di Calabria Ora e collaboratore del Fatto Quotidiano. Il troppo interesse dimostrato da Musolino nei confronti del legame politici – 'ndrangheta non è andato giù a molti. Dopo alcune minacce ricevute dalla mafia e varie censure ad articoli in cui si menzionava il nome del Governatore della Calabria, è arrivato adesso il licenziamento.

Qualcosa di molto importante si sta muovendo nella città dello stretto, ma questa volta il sospetto che dietro a tutto questo non ci sia solo la mano della  'ndrangheta, si fa sempre più concreto.

Annalaura Barreca

fonte foto: adnkronos.com