Nuovi risvolti nel caso Scazzi. Intanto in tv e dal web la voce dei diversi protagonisti.
Continuano gli interrogatori ad Avetrana per cercare di incastrare le ultime tessere di questo puzzle quasi concluso: il papà e il fratello di Sarah, sono stati riascoltati dai magistrati.
Intanto l'avvocato di Michele Misseri, Daniele Galoppa, ha richiesto al gip Martino Rosati la perizia psichiatrica per il suo assistito. Restano ancora alcuni punti oscuri nella vicenda:
lo zio ha agito da solo o è stato aiutato? Dove sono le cuffiette del telefono con cui Sarah ascoltava la musica durante il percorso che la portava da casa sua verso quella della cugina? È possibile che proprio a causa di queste il trillo del telefonino non sia percepito da Sabrina e dall'amica Mariangela? I magistrati continuano ad indagare.
Nel frattempo "show must go on": le cugine continuano ad essere intervistate da vari programmi televisivi, durante i quali parlano del padre e della loro incredulità per l'accaduto. La televisione è diventata il vero teatro in cui si è consumata questa tragedia, che ha visto i vari protagonisti ospiti nelle più disparate trasmissioni, le quali hanno combattuto a colpi d'auditel attraverso la spettacolarizzazione della notizia. L'annuncio in diretta del ritrovamento del corpo della piccola Sarah durante la trasmissione "Chi l'ha visto?" è solo la ciliegina sulla torta.
Pesanti accuse sono state rivolte alla conduttrice Federica Sciarelli per non aver interrotto la trasmissione e aver continuato con la diretta. La Sciarelli durante il programma "
Domenica In" ha affermato: «Se volete accusare qualcuno accusate me, ma non prendetevela con una trasmissione che da anni aiuta le famiglie nella ricerca dei loro cari».
Finiamola con la finta ipocrisia: il pubblico è assetato di notizie, vuole essere accorrente d'ogni particolare, vuole essere informato. È questa ormai la realtà a cui siamo abituati.
Dal web intanto, cosi tanto accusato inizialmente e primo imputato di questa brutta storia, continuano a farsi sentire le voci di chi chiede giustizia per Sarah. Manuela Regina è una delle amministratrici su Facebook del gruppo "Tutti uniti per Sarah: VOGLIAMO GIUSTIZIA!", che al momento conta 3377 iscritti, ma che non arresta la sua crescita.
«Il gruppo nasce con l'intento di tenere vivo il ricordo di una ragazza 15enne uccisa e poi violentata ingiustamente e senza pietà dallo zio – ci racconta Manuela - e per continuare a seguire giorno per giorno la vicenda e l'evolversi delle indagini».
Manuela, molto rammaricata per ciò che è stato scritto sui diversi gruppi nati su Facebook, sulla presenza di troll che inquinano le bacheche con i loro inutili commenti, precisa: «Il gruppo non vuole istigare alla violenza ma crede nella giustizia, proprio per questo motivo vogliamo vedere Michele Misseri scontare i suoi giorni in carcere. Al momento siamo tutti uniti per Sarah: vogliamo solo giustizia».
Il gruppo inoltre, si rivolge anche a tutte quelle donne vittime ogni giorno di abusi, e le quali hanno paura di denunciare il loro aggressori. «Non tenete tutto dentro – continua un'appassionata Manuela - ma abbiate il coraggio di denunciare gli abusi. Ci sono molte associazioni a vostra disposizione».
Manuela Scuderi
Fonte fote: www.facebook.com dal gruppo "Tutti uniti per Sarah: VOGLIAMO GIUSTIZIA!"