«People say I'm crazy doing what I'm doing. Well they give me all kinds of warnings to save me from ruin. When I say that I'm o.k. they look at me kind of strange» - la gente dice che sono pazzo nel fare quello che faccio, mi danno ogni tipo di consiglio per salvarmi dalla rovina. Quando gli dico che sto bene loro mi guardano in modo strano - Watching the weels.
Era questo John Lennon, un uomo considerato pazzo solo perché sognatore e anticonformista, un teppistello di strada, appassionato di Elvis e del Rock'n'roll che, grazie alla sua chitarra, divenne una delle personalità più influenti del '900. Sono passati 70 anni da quella fredda notte del 9 ottobre 1940, quando al Maternity Hospital di Oxford Street di Liverpool vide la luce il piccolo John Winston Lennon. Figlio di Julia Stanley e Alfred Lennon, un marinaio irlandese che lasciò la famiglia subito dopo la nascita del piccolo e riapparve appena questi divenne famoso, fu, sin dalla prima infanzia, lasciato alle cure della zia Mimi, con cui restò fino al 1963.
Mai frase fu più sbagliata di quella che Mimi disse a John quando fondò il suo primo gruppo, "the Quarryman": «la chitarra non ti darà di certo da vivere!». John, nel 1962, sposò una sua compagna del liceo artistico Cynthia Powell da cui, nel 1963, ebbe il primo figlio di Lennon: Julian. Sempre nel 1963, scoppiò nel mondo la Beatlesmania, e John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e il neo-membro Richard Starkey (Ringo Starr) diventarono, come disse Lennon in un'intervista che costò al gruppo polemiche e una "bella fetta" dell'America puritana degli anni '60 "più famosi di Gesù".
Grazie all'aiuto del manager Bryan Epstain e del produttore George Martin, i 4 ragazzi di Liverpool riuscirono a conquistare e trasformare il mondo, tanto da ricevere, nel 1965, l'onorificenza come membri dell'impero britannico, consegnata dalla regina Elisabetta II in persona. John non fu mai contento di quella (come la definì lui stesso) “pagliacciata” e nel 1969 in segno di protesta per l'appoggio dato dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti per la guerra in Vietnam, restituì il suo titolo.
La vera svolta nella vita di John avvenne quando conobbe l'artista giapponese Yoko Ono, innamorandosene follemente, le dedicò molte delle sue canzoni e divorziò dalla prima moglie. Con Yoko, madre del suo secondo figlio Sean, Lennon si mobilitò molto contro la guerra, organizzando, nella settimana della loro luna di miele, un "bed-in" nell'hotel Hilton di Amsterdam. Per la pace scrisse molte canzoni, tra cui: “Give peace a change”, considerato un vero e proprio inno pacifista e la celeberrima “Imagine”, che è stata riconosciuta come la canzone più bella del '900. Nel 1970 avvenne lo scioglimento dei Beatles e John, come Paul McCartney, fondò una nuova band, la “Plastic Ono Band”, riuscendo a ottenere un successo discografico dopo l'altro.
Ciò nonostante, quello fu uno dei periodi più bui dell'interiorità di John, durante il quale smise di credere in tutto, tranne in se stesso e Yoko - «I just believe in me, Yoko and me... I was the dream weaver but now I reborn...» (Io credo solo in me, Yoko e me... Io ero il tessitore di sogni ma ora sono rinato) -“God”-.Lennon fu politicamente attivo nella protesta pacifista, tanto da divenire un personaggio scomodo per gli Stati Uniti (dove nel frattempo si era trasferito con la famiglia) e per questo venne espulso dal Paese, anche se per poco tempo. Lennon visse gli ultimi anni della sua vita a New York, abitando al Dakota Palace (accanto Central Park), e proprio lì l'otto dicembre del 1980, a soli 40 anni venne ucciso, sotto gli occhi della moglie e del figlio, da uno psicopatico di nome Mark Chapman, che sparò 5 colpi di pistola a bruciapelo mentre l'ex beatle era di spalle.
Quel giorno non morì un semplice uomo, ma colui che trasformò la musica e che, con le sue idee contribuì a cambiare il mondo. Yoko Ono, per commemorare questo giorno speciale, ha diffuso un video sul famoso portale youtube, per invogliare tutti i fan a lasciare dei “video-tributi” in memoria di John. Molta gente ancora oggi pensa a Lennon come a un amico intimo, che con le sue note accompagna i nostri giorni, li rallegra, li rende malinconici e unici. In questo giorno, milioni di persone accenderanno un cero in suo onore e penseranno: “ Yes, you were a dreamer, but you're not the only one... Happy Birthday John!”
Antonello Ciccarello
Foto: johnlennonofficialblog.blogspot.com
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John Lennon “compie” 70 anni













