La domanda sorge spontanea: ma perché la 'ndrangheta torna allo scoperto proprio adesso? Perché ora, dopo anni che si è mossa nel silenzio, arrivando a diventare una delle organizzazioni criminali più forti del mondo. Forse perché per la prima volta si è sentita colpita veramente? Forse sono gli arresti e le catture di alcuni boss avvenute negli ultimi tempi?
Nel mirino della malavita organizzata c'è stato fin da subito il procuratore generale del Tribunale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro. A lui sono stati diretti due attentati: quello del 3 gennaio 2010, quando due persone con il volto coperto e a bordo di un motorino hanno piazzato una bomba davanti alla procura; l'ultimo, del 26 agosto, un'altra bomba è stata fatta esplodere, ma questa volta davanti alla porta dell'abitazione del procuratore.
Il clima di ostilità non lascia più indifferenti. Le coscienze incominciano a smuoversi. Reggio non vuole più stare zitta e scende in campo per dimostrare la propria solidarietà nei confronti di tutti quelli che cercano di renderla una città "pulita". Dimostrazione di questo sentimento è stata la manifestazione del 25 settembre e la fiaccolata organizzata subito dopo l'attentato a Pignatone.
Intanto, aspettando l'esercito, in città la polizia è ovunque. Sono aumentati i posti di blocco, mentre volanti ed elicotteri girano ininterrottamente giorno e notte. Il pensiero, inevitabilmente, torna agli anni '90, all'operazione Riace, che portò a Reggio 1350 soldati, creando una vera e propria militarizzazione del territorio. Questa volta la situazione dovrebbe essere diversa, così assicura il prefetto della città Luigi Varratta, lo scopo è di dare maggiore sicurezza alla procura.
La guerra Stato – 'ndrangheta è di nuovo aperta.
Annalaura Barreca
fonte foto: mediterraneonline.it
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Reggio Calabria: "ritorno al passato"













