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Reggio Calabria: "ritorno al passato"

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Dopo gli attentati che hanno colpito la Procura di Reggio Calabria, il Prefetto della città ha richiesto l'invio dell'esercito, come già era accaduto nel 1994.

La tensione cresce a Reggio Calabria, una città spesso dimenticata da molti, e che ritorna nella memoria di tutti solo quando la 'ndrangheta decide di farsi sentire, e non è più possibile continuare a essere sordi e ciechi. Dopo i continui atti intimidatori rivolti alla Procure di Reggio Calabria, che hanno cercato di ostacolare il lavoro di chi ogni giorno porta avanti una battaglia difficile per estirpare il male da questa città, si è arrivati al punto di chiedere l'invio dell'esercito nella città dello stretto. Una decisione che è una forte risposta alla minaccia ricevuta dal procuratore capo Giuseppe Pugnatone, al quale la 'ndrangheta pochi giorni fa ha fatto ritrovare una "sorpresa": un lanciarazzi monouso, già utilizzato in precedenza.

La domanda sorge spontanea: ma perché la 'ndrangheta torna allo scoperto proprio adesso? Perché ora, dopo anni che si è mossa nel silenzio, arrivando a diventare una delle organizzazioni criminali più forti del mondo. Forse perché per la prima volta si è sentita colpita veramente? Forse sono gli arresti e le catture di alcuni boss avvenute negli ultimi tempi?

Nel mirino della malavita organizzata c'è stato fin da subito il procuratore generale del Tribunale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro. A lui sono stati diretti due attentati: quello del 3 gennaio 2010, quando due persone con il volto coperto e a bordo di un motorino hanno piazzato una bomba davanti alla procura; l'ultimo, del 26 agosto, un'altra bomba è stata fatta esplodere, ma questa volta davanti alla porta dell'abitazione del procuratore.

Il clima di ostilità non lascia più indifferenti. Le coscienze incominciano a smuoversi. Reggio non vuole più stare zitta e scende in campo per dimostrare la propria solidarietà nei confronti di tutti quelli che cercano di renderla una città "pulita". Dimostrazione di questo sentimento è stata la manifestazione del 25 settembre e la fiaccolata organizzata subito dopo l'attentato a Pignatone.

Intanto, aspettando l'esercito, in città la polizia è ovunque. Sono aumentati i posti di blocco, mentre volanti ed elicotteri girano ininterrottamente giorno e notte. Il pensiero, inevitabilmente, torna agli anni '90, all'operazione Riace, che portò a Reggio 1350 soldati, creando una vera e propria militarizzazione del territorio. Questa volta la situazione dovrebbe essere diversa, così assicura il prefetto della città Luigi Varratta, lo scopo è di dare maggiore sicurezza alla procura.

La guerra Stato – 'ndrangheta è di nuovo aperta.

Annalaura Barreca

fonte foto: mediterraneonline.it