Statue decapitate, vialetti imbrattati e sporcizia fanno già capolino, da giorni, all'interno della neo inaugurata Villa Bellini.
Non è trascorso neanche un mese da quando vi avevamo parlato della riapertura della villa Bellini di Catania, che, tra ritardi, problemi e lamentele, era comunque stata inaugurata il 23 settembre davanti alla folla catanese, che aspettava a braccia aperte il fatidico momento iunaugurativo già tanto atteso. All'apertura dei cancelli, si era potuto notare il tentativo di ricreare la vecchia ambientazione, con il chioschetto, i vialetti dell'amore e quello degli uomini illustri.
Ad oggi, però, quello che risalta gli occhi è l'inciviltà dei catanesi. Già, perché alcuni di quegli stessi "fedeli" cittadini che la mattina del 23 settembre aspettavano la riapertura della villa, come fosse l'evento del secolo, hanno già provveduto ad imbrattarla e deturparla. Facendo una passeggiata tra i vialetti, infatti, si può notare come la sporcizia la faccia da padrona, con carte, bicchieri e quant'altro sarebbe destinato al cestino dei rifiuti, gettato per terra. Non è tutto. Procedendo, ancora, ci si ritrova ad attraversare viali pieni di scritte del tipo" Enza ti amo, sei tutta la mia vita". Come a voler significare che l'amore non va dimostrato con caldi abbracci e grandi sorrisi, con dolci carezze o passeggiate mano nella mano, bensì imbrattando muri, viali e bagni del giardino per eccellenza della città. Per non parlare poi delle statue degli uomini illustri. Alcune di queste, infatti, per via di un inspiegabile ed illogico piacere, sono già state letteralmente decapitate. Chissà se coloro che hanno deciso di trafugare la statua del Frontini (giusto per citarne una) musicista catanese nato nel 1860, mentre si accingevano a compiere il loto ignobile atto vandalico, erano a conoscenza del fatto che questo stesso busto, realizzato nel 1957 da Mimì Lazzaro, era già stato trafugato anni fa e mai più ritrovato? A loro, ci piacerebbe dedicare una massima del celebre Frontini, che diceva: « Bisogna far conoscere interamente
la vera, la grande anima della nostra terra. La responsabilità maggiore di questa missione dobbiamo sentirla noi musicisti perché soltanto nella musica e nel canto noi siciliani sappiamo stemperare il nostro vero sentimento. Ricordatelo. »
Catanesi, la nostra terra ha un anima ... Non imbrattatela, non sfregiatela, non sporcatela ... Lasciatela pura!
Roberta Tomaselli
Fonte foto:Roberta Tomaselli