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Giornata internazionale della non violenza: il mondo ricorda Gandhi

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"Mi oppongo alla violenza perché, quando sembra produrre il bene, è un bene temporaneo; mentre il male che fa è permanente" (Gandhi)
La giornata internazionale della non violenza venne istituita dall'Onu il 15 giugno 2007 e viene commemorata ogni 2 ottobre, anniversario della nascita di uno dei più grandi uomini della storia: il Mahatma Gandhi. La "grande anima" fu un fervente sostenitore della "Satyagraha" (rivoluzione non violenta) che portò all'indipendenza dell'India, e fu d'ispirazione a molte altre grandi personalità come Martin Luther King.

L'iniziativa viene promossa da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, con attività nelle scuole e manifestazioni pubbliche. La non violenza, come disse il Mahatma, è «la più grande forza a disposizione del genere umano. È più potente della più potente arma di distruzione che il genere umano possa concepire», ed è importante che le società moderne siano educate alla pace e all'amore, seguendo i concetti del vivere il più possibile in modo sobrio senza lussi, ma quanto è necessario. Figura di spicco in Italia del Movimento Nonviolento, impegnato nella Peace Research, nell'attività di addestramento alla non-violenza, nelle attività della diplomazia non ufficiale per prevenire i conflitti è Alberto L'Abate, docente di sociologia dei conflitti e ricerca per la pace, promotore del corso di laurea in "Operazioni di pace, gestione e mediazione dei conflitti" dell'Universita' di Firenze. Esperto delle Nazioni Unite, del Consiglio d'Europa e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha scritto molto sulla pratica della non violenza: "Addestramento alla nonviolenza, Satyagraha"(Torino 1985), "Consenso, conflitto e mutamento sociale" (Angeli, Milano 1990), "Giovani e Pace" (Pangea, Torino 2001) e "Per un futuro senza guerre" (Liguori, Napoli 2008).
Seguire il messaggio di Gandhi, significa seguire il sogno di un mondo che cambia, dove la guerra e la violenza possano essere sostituite dalla pace e dall'amore, o meglio, per usare le parole del Mahatma stesso: «Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo».

Antonello Ciccarello

Fonte foto:inx.cataniapolitica.it