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"Scuola leghista":Provocazione od Oltraggio?

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Con tutti i problemi che la scuola italiana si trova ad affrontare negli ultimi tempi, è riuscita a trovare spazio, tra i quotidiani e i media nazionali, una notizia "folckloristica" : "Una scuola pubblica italiana, in provincia di Brescia (Adro), è stata letteralmente invasa e ricoperta da simboli leghisti in ogni suo angolo". Dalle aiuole agli zerbini, dai portacenere alle pareti, "il Sole delle Alpi" o "rosa celtica" di origini medioevali, ha trasformato una scuola pubblica in una "scuola di partito". Il sindaco leghista Lancini, infatti, è l'autore del siffatto e quantomai bizzarro "abbellimento". Voci eterogenee di dissenso si sono subito levate : dalla "Destra", il ministro Gelmini ha subito intimato di toglierli, "Stampa e TV" non hanno esitato a definire tali simboli "barbari". Persino l'Umberto nazionale, il "celodurista" leader della Lega, protagonista proprio in questi giorni dell'incresciosa boutade xenofoba secondo la quale l'acronimo S.P.Q.R. celerebbe il significato: Sono Porci Questi Romani, invece di Senatus Populus Que Rheginus, ha considerato eccessivi, per una scuola, i simboli d'ispirazione leghista. Ancora, la chiesa, nella persona del parroco locale, ha parlato di una "esagerazione di tutte le parti a scopo politico e strumentale". La gioventù locale, invece, ha calcato la mano, distribuendo volantini con le facce di Hitler, Stalin e Mussolini. Si tratta, ora, di ricondurre l'evento in una giusta dimensione. E' difficile definire semplicisticamente "oltraggio" il comportamento del primo cittadino leghista Lancini, poichè sembra, invece, l'ennesimo tentativo di "smussare l'unità d'Italia" il cui unico simbolo, per fortuna ancora oggi, è la bandiera tricolore! Per altri è solo una "provocazione". L'uso del "fiore a sei petali" in una scuola lombarda, sarebbe un richiamo all'attenzione sul federalismo voluto dal suo ideologo Gianfranco Miglio e da Bossi moderatamente. La polemica è solo cartacea, poiché giuridicamente, solo la stessa giunta comunale del piccolo comune può decidere di togliere tali simboli. Attribuire un'estrema importanza ed attenzione al caso, se pur clamoroso, rischie di risultare assai più dannoso del fatto stesso. Si tratta pur sempre di simboli, e chiunque può nel proprio intimo aderire o meno al loro significato.

Marco Di Bella

Fonte foto in alto:politicablog.info

Fonte foto in basso:ilgiornale.it