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Messina, altri due casi di malasanità in sala parto

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Ancora casi di malasanità imperversano sui neonati e sulle giovani madri di Messina. Appena un mese dopo la vicenda al Policlinico che ha coinvolto il piccolo Antonio Colonia, che ha subito lesioni dopo essere venuto alla luce senza alcuna vigilanza da parte dei ginecologi che hanno inscenato una lite. Fortunatamente Antonio è tornato a casa alcuni giorni fa, anche se i medici gli hanno riscontrato delle ischemie celebrali. Tuttavia il suo episodio non è rimasto isolato: la scorsa settimana, per la precisione il 13 settembre, l’ospedale Papardo della città peloritana è stato teatro di altri due episodi con protagonisti la scarsa professionalità e l’incompetenza da parte del personale sanitario.

Nella sala parto del nosocomio due ginecologi avrebbero avuto un acceso diverbio sulla modalità con cui far nascere il bambino, dal momento che la situazione non era ancora chiara e sarebbero stati necessari altri accertamenti: i parenti, appresa la notizia dell’ulteriore ritardo con cui dovevano attendere la nascita, hanno aggredito verbalmente e fisicamente i medici. Ne ha avuto la peggio il ginecologo Rosario Pino, giudicato guaribile in dieci giorni, che ha sporto denuncia ai carabinieri. Nessuna conseguenza, invece, per il bambino e per la giovane madre. Nel frattempo una nota dell’azienda ospedaliera Papardo-Piemonte ha smentito qualsiasi lite tra componenti del personale sanitario.

Decisamente più drammatico l’altro episodio, verificatosi allo stesso giorno e nello stesso ospedale. Durante un parto, i ginecologi che assistevano la neomamma, Ivana Rigano, concordavano nella necessità di praticare un parto cesareo, visto che il parto naturale avrebbe provocato danni al piccolo Giosuè Mangraviti. Quest’ultima scelta è stata, invece, disposta dal primario Francesco Abete, con l’effetto di far andare il neonato in asfissia e di provocare tre ischemie celebrali, la paralisi del braccio sinistro e un’insufficienza renale e cardiaca: è ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale, in stato di coma farmacologico. Il padre Nicolò Mangraviti ha presentato denuncia ai carabinieri, mentre il sostituto procuratore Anna Maria Arena ha aperto un’inchiesta contro ignoti. E’ comunque di questa mattina la notizia dell’uscita dal coma del piccolo, le cui condizioni sono serie ma in netto miglioramento.

Parole di condanna sono arrivate dal senatore del PD e presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, Ignazio Marino, che ha anche annunciato di aver inviato sul posto i Nas dei carabinieri per avviare un’istruttoria. Commenti anche da parte del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che ha espresso la necessità di attuare interventi immediati e di fare chiarezza in un rapporto, quello tra medico e paziente, sempre più caratterizzato dalla diffidenza e dalla sfiducia.

Michele Patanè