Il comandante Morrone smentisce le versioni ufficiali
Sono quattro le raffiche di mitra sparate contro l'imbarcazione italiana che per 5 ore è stata inseguita da una motovedetta libica nelle acque internazionali del Canale di Sicila: è quanto è stato dichiarato da Gasparre Morrone, comandante del motopeschereccio italiano Ariete.
Viene smentito il primo verbale in cui si sosteneva che la motovedetta libica, non avendo svolto alcun inseguimento, prima aveva sparato in aria, poi sulle acque del mare e per ultimo contro lo scafo del motopeschereccio. Coerenti con quelle del comandante sono le dichiarazioni dell'armatore Giuseppe Asaro, rimasto allibito dalle parole del Ministro degli Esteri Frattini, che aveva accusato il comandante Morrone di "pesca illegale", e da quelle del Ministro Maroni che ha definito il fatto come "un incidente" pensando che il motopeschereccio mazzarese fosse stato scambiato per un'imbarcazione di clandestini.
La procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta formulando le prime accuse per tentato omicidio e danneggiamento nave (si è subito pensato ad un attentato perché sull'imbarcazione si trovavano anche dei militari italiani), ma le indagini continuano per cercar di far chiarezza sulla vicenda.
Foto ADN KRONOS
Antonello Ciccarello
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Motopesca Ariete: nuovi dettagli emergono dal verbale













