Comprensibile la rabbia degli americani, comprensibile la voglia di riscatto. Come sempre accade nel mondo civile occidentale, la ragione prevale sull'istinto. Il pastore della Florida, fà un passo indietro, rendendosi conto di aver terrorizzato i leader americani, impauriti dalla possibile reazione musulmana. Paura ingiustificabile di un paese libero, dove ognuno è libero di manifestare il proprio dissenzo nel rispetto della libertà altrui, libertà messa a rischio dalla cultura integralista musulmana che ormai da anni odia l'occidente, e continua a bruciare i simboli e le immagini degli stati occidentali.
Inconcepibili le violenze nel Kashmir contro i cristiani, anche in questo caso vittime innocenti, colpite da uomini insensati che fanno della violenza la loro unica ragione di vita. Cercano d'imporsi con la paura nei confronti dei più deboli. Cercano di piegare la ragione con le minacce e le mezze verità.
Non possiamo oggi chiudere gli occhi davanti a queste realtà sempre più presenti nei nostri stati, non possiamo continuare a garantire diritti a chi per primo li nega, non possiamo continuare ad aprire le porte senza avviare un dialogo con questi cittadini del mondo.
E' impensabile che il Cristo, Dio dell'amore e della non violenza, sia presente nei testi (ndr nel corano Gesù è un grande profeta) di coloro che della violenza fanno la ragione della propria vita, che vivono per conquistare e combattere l'infedele. Questi popoli non vedono in noi un'opportunità di sviluppo, anzi vedono una minaccia che vuole distruggerli.
In un mondo sempre più globalizzato, ogni uomo è una ricchezza, ognuno di noi porta con sè un patrimonio inestimabile di esperienze e di vita, e l'incontro di queste esperienze deve riuscire a creare una società di pace e di sviluppo per il futuro
Piero Pellerito
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Kashmir, violenze contro i cristiani













