“A Rocadelle da oggi è vietato morire” - questo il titolo dell’ordinanza del sindaco Michele Orlando, costretto a firmare il patto di stabilità che taglia circa 200.000 euro per la ristrutturazione del cimitero cittadino.
Un’ordinanza provocatoria, ovviamente, che segue le lettere inviate al ministro Tremonti ed al Presidente della Repubblica Napolitano, entrambe con esito negativo. L’opera fermata dal patto stabilità prevedeva la ristrutturazione di 100 loculi che negli ultimi anni erano stati liberati dai feretri ed i resti sistemati nell' ossario comune, o spostati sul lato nord del cimitero, facendo si che dopo la ristrutturazione potessero tornare a disposizione dei cittadini eliminando così l’emergenza salme.
Roncadelle è solamente la punta di un iceberg tutto italiano che vede per tutti i cittadini grandi difficoltà nell’inumazione delle salme.
Al piccolo comune di Roncadelle si contrappone la metropoli Palermitana con un emergenza cimiteriale divenuta ormai la normalità. Una vera e propria emergenza che il primo cittadino, ove patrona regna sovrana Santa Rosalia, tenterà di risolvere con la requisizione di dei loculi privati da mettere temporaneamente a disposizione delle numerose salme ferme nei depositi dei cimiteri ed in attesa di sepoltura ormai da mesi.
Nel capoluogo siciliano resta chiuso, ormai da anni, circa un quarto del cimitero dei “Rotoli” (ndr una superficie di oltre 51000 mq) a causa di una caduta massi in uno spazio inferiore e che non ha prodotto danni da causare una chiusura cosi ampia, ed ancora oggi si resta in attesa di un mega appalto che metta in sicurezza la montagna e riaprire quest’ampia fetta di cimitero. Inoltre si diffonde sempre più un business cimiteriale incontrollabile. Considerando che i tre cimiteri pubblici sono ormai stracolmi le alternative dei palermitani sono ben poche, il forno crematorio è guasto, quindi, per chi opta per questa soluzione e costretto a recarsi a battipaglia (ndr forno crematorio più vicino), oppure essere tumulato nella nuda terra o come unica alternativa resta la possibilità di rivolgersi al cimitero di Sant’Orsola, cimitero privato gestito da una congregazione religiosa che concede i posti disponibili per cifre che vanno da i duemila ai seimila euro. In ultima ipotesi resta la possibilità di applicare l’articolo 66 del regolamento cimiteriale cittadino, articolo ben noto alle agenzie funebri, che permette ai cittadini titolari cappelle private di poter concedere a titolo gratuito un terzo dei posti delle proprie sepoltura ad estranei.
Un’odissea per i familiari dei defunti che si ritrovano in quei giorni di dolore a dovere affrontare un teatrino inammissibile che spesso dissangua le tasche delle famiglie palermitane. Il tutto considerando che il comune della città ha già individuato un luogo per un nuovo cimitero, (ndr nella zona di ciaculli) per lo stesso ha fatto un bando per l’assegnazione dei lotti, così come si può verificare nel sito dell’amministrazione comunale (www.comune.palermo.it), ha già pubblicato da qualche anno la graduatoria degli aventi diritto, ma tutto inspiegabilmente tace, e resta chiuso nei cassetti di una burocrazia sempre più lenta e farraginosa.
Roncadelle e Palermo sono semplicemente due casi, sicuramente diversi per complessità ed emergenza, ma che dimostrano una difficoltà tutta italiana che và da nord a sud e che per “ordinanza” se pur provocatoria o per reali insostenibili situazioni “Vietano di Morire”
Piero Pellerito
fonti
*http://www.giornaledibrescia.it/in-provincia/roncadelle-ora-e-vietato-morire-1.407479
**http://palermo.repubblica.it/dettaglio/Cimitero-le-tombe-diventano-un-business/1470212
***http://palermo.blogsicilia.it/2010/09/a-palermo-anche-i-morti-sono-precari/
Foto
1) http://lucascialo.splinder.com/post/23141158/il-sindaco-di-roncadelle-vietadi-morire
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Da Nord a Sud "Vietato Morire"













