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Neonato morto torna in vita dopo due ore

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Miracolo in Australia: un neonato torna alla luce dopo essere stato dichiarato morto.

In un'estate che ha visto le pagine di cronaca riempirsi di notizie riguardanti la morte di piccole e giovani vittime, si grida al miracolo.

In Australia una donna ha dato prematuramente alla luce due gemelli: un maschio e una femmina. Il maschietto era nato morto, ma dopo due ore di contatto con la madre è tornato in vita. La vicenda è accaduta 5 mesi fa, e la signora Ogg, madre dei due gemelli, ha raccontato solo recentemente la sua incredibile vicenda alla trasmissione tv "Tonight". La donna racconta che Jamie (così si chiama il piccolo), era nato prematuro, con 27 settimane e con poche speranze di vita. I medici l'avevano dichiarato morto, e l'avevano portato alla donna che voleva salutarlo per l'ultima volta. I signori Ogg, non si sono rassegnati, e cosi hanno iniziato a parlare e coccolare Jamie: gli hanno parlato della sorella gemella Emily, di cosa avrebbe fatto da grande, di quanto lo amassero, e che non l'avrebbero mai voluto lasciar andare. E' cosi è stato: dopo due ore di contatto con la pelle della madre il corpicino da prima inerme, con braccia e gambe penzolanti ha iniziato a dare segni di vita, e Jamie ha iniziato a respirare. La signora Ogg ha dato un po' del suo latte su un dito, e lui ha iniziato a succhiare.

Un miracolo che i medici scientificamente chiamano "tecnica del canguro": è proprio dei canguri tenere i piccoli in un sacchetto vicino al corpo. In questo modo la madre diventa una sorta di incubatrice naturale, che tiene a caldo e nutre il piccolo. È stato dimostrato che i bambini trattati con questo metodo sono meno soggetti ad infezioni, ipotermia, e a gravi malattie rispetto ai bambini curati all'interno di un'incubatrice.

Jamie adesso ha 5 mesi ed è un bambino normale che gode di buona salute. La signora Ogg ha voluto raccontare la sua storia con la speranza che questo metodo pelle a pelle o "tecnica del canguro", venga diffuso per dare alle madri disperate un'ultima speranza e un ultimo tentativo per salvare il proprio figlio.

Manuela Scuderi