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Tragedia ai Mondiali di Sauna

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Uno dei finalisti muore stroncato da un infarto, un'altro è vivo per miracolo

Si conclude nel modo peggiore il campionato mondiale di sauna che si disputa in Finlandia oramai da diversi anni. Perde la vita, infatti, uno dei finalisti il russo Vladimir Ladyzhensky, pluriaccreditato campione di questa “pseudo” disciplina sportiva, se così vogliamo chiamarla. Il campione russo, dopo sei intensi e lunghissimi minuti all’interno della sauna alla temperatura di 110 gradi centigradi (l’acqua bolle a cento!), è crollato in terra a causa un collasso cardiaco, seguito subito dopo, come in una drammatica seguenza di morte, dal collega finalista, stavolta, di nazionalità finlandese. Mentre il concorrente finlandese, trasportato in ospedale, si è ripreso poco dopo, per il russo non c’è stato nulla da fare. Collasso cardiaco ed estese bruciature su tutto il corpo, queste le prime tragiche informazioni del referto medico trapelate dall’inchiesta, che è stata subito aperta per comprendere le dinamiche dell’accaduto e per verificare se ci sono state negligenze od omissioni sotto il profilo della sicurezza da parte degli organizzatori. Organizzatori che, scioccati dal tragico epilogo, hanno già annunciato la probabile sospensione a tempo indeterminato delle future edizioni della manifestazione. Edizione, quella di quest’anno, che era iniziata molto bene, contando più di 130 concorrenti provenienti da ben 15 paesi diversi. La competizione, denominata “World Sauna Championship”, si svolgeva dal lontano 1999 ad Heinola, a 138 chilometri dalla capitale finlandese Helsinki. Nella assurda sfida risulta vincente, come sicuramente è chiaro immaginare, chi resiste più a lungo all’interno della sauna a temperature a dir poco proibitive. Fino ad ora, però, nessun incidente si era mai verificato durante le manifestazioni precedenti e, per la cronaca, al campione dell’anno passato erano bastati 3 minuti e 46 secondi per portare a casa la vittoria.

Spetta adesso alle autorità competenti capire com’è stato possibile permettere una follia del genere, anche perché non c’era limite d’età per partecipare alla gara. La vittima, infatti, era decisamente avanti negli anni, e, come si è  purtroppo dimostrato al fine di disputare una sfida tanto ardua, non sono risultatati mica pochi i suoi sessant’anni d'età.

 

Giuseppe Zappalà