Preferisce continuare a vivere da barbone
Vive a San Pietroburgo Grigory Perelman, l'unico uomo al mondo che sia riuscito a risolvere uno dei quesiti matematici che per anni ha gettato nella confusione matematici e scienziati da tutto il mondo. Il dilemma matematico riguarda la "congettura di Poincaré" considerata durante tutta la seconda metà del XX secolo il più importante problema della topologia. Si trattava di spiegare perché in uno spazio tridimensionale una forma a ciambella si spezza durante la trasformazione in sfera, passo fondamentale per definire la forma dell'universo.
Il 24 maggio 2000, infatti, a Parigi, l'Istituto matematico Clay, aveva proclamato i sette Problemi del Millennio: in palio un milione di dollari per ogni soluzione, visto che ognuno di essi può avere anche importanti implicazioni economiche. Fra i sette, ecco far capolino proprio la Congettura di Poincaré, proposta dal matematico francese Henri Poincaré nel 1904, come un complesso problema di topologia. Nel 2002 proprio Perelman, genio della matematica, scrisse un articolo ritenuto fondamentale per la risoluzione del problema, accaparrandosi così un milione di dollari per aver posto rimedio al dilemma. Ma qui arriva l'assurdo. Perché il genio si è rifiutato di ritirare il premio. La sua sembra proprio una storia che scorre nei binari tra il genio e la follia. I comunisti russi, preso atto della sua decisione, gli hanno chiesto di accettare il milione di dollari. La portavoce del Kprf, Veronica Klinovitskaya, ha detto testualmente: «Non possiamo lasciare un milione di dollari in Occidente, dove il denaro potrebbe andare alla ricerca militare, per creare bombe». Piuttosto bisogna reinvestirlo in Russia: 50 mila dollari per restaurare il Mausoleo di Lenin a Mosca. E il resto per «cominciare a costruire una cittadella della scienza a Petrodvorets», fuori Pietroburgo. Ma Perelman ha spiegato le ragioni del suo rifiuto, sostenendo che per lui il premio è del tutto irrilevante e che se la soluzione al quesito matematico è quella giusta, non ha bisogno di nessun altro riconoscimento. Adesso continua a vivere in un monolocale, insieme all' anziana madre, dove si nutre soltanto di rape e cavolo nero, perseverando nel suo abbigliamento da barbone, dotato di giacche strappate, jeans sudici e scarpe da ginnastica ormai deformi. Voci di corridoio tuttavia, dicono che nella sua città sia diventato un idolo, nonostante lui non ami per niente le luci della ribalta, e che da qualche parte è anche possibile trovare magliette con il suo volto e il motto: "Non tutto si compra".Roberta Tomaselli
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Genio della matematica rifiuta un milione di dollari













