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"Mozzarelle dei puffi": ecco le aziende indagate

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Sequestrate dai Nas 70 mila confezioni di mozzarelle blu provenienti dalla Germania

C'era proprio da aspettarselo!

In un mondo in cui tutto gira alla rovescia, sempre più bizzarro, non si sa mai quando si toccherà il fondo. Dopo il latte alla melamina e i pomodori taroccati provenienti dall’Est asiatico, arrivano le mozzarelle blu. L’allarme è stato lanciato da due casalinghe, residenti una a Trento e l’altra a Torino, le quali hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri: le mozzarelle, infatti, entrando in contatto con l’aria, sono diventate blu. Le due segnalazioni hanno subito portato ad un primo maxi sequestro, effettuato dai militari del Nas, con il ritiro di 70 mila confezioni. Le mozzarelle prodotte in Germania e destinate alla catena italiana di supermercati discount Eurospin, vedono coinvolte aziende come la Land, Fattorie Torresina, Monteverdi, Lovilio e Malga Paradiso, le cui mozzarelle vengono tutte prodotte all’interno lo stabilimento Milchwerk Jager Gmbh & Co. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, invita le aziende incriminate al ritiro del loro prodotto nel caso in cui non avessero ancora provveduto, e allo stesso tempo invita i consumatori a fare attenzione, e a controllare l’etichette di mozzarelle già acquistate.

La causa dell’innaturale colorazione è stata attribuita alla presenza di un batterio, probabilmente entrato in contatto con le mozzarelle durante le ultime fasi di lavorazione. Alcuni dei campioni sequestrati dai Nas sono stati sottoposti ad una serie di esami batteriologici per verificare la presenza di microrganismo contaminanti, come la Salmonella o lo Pseudomonas. Occorrerà aspettare ancora per avere un quadro più dettagliato, in quanto i tempi di verifica degli esami non permettono di accelerare le operazioni.

Il ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, sottopone alla Camera dei deputati l’esigenza di approvare la legge sull’etichettatura in modo da «trovare soluzioni condivise nell'interesse dei consumatori – precisa il ministro -, così che siano messi nelle condizioni di riconoscere l'origine dei prodotti e scegliere consapevolmente cosa acquistare». Molte volte, infatti, gli italiani acquistano prodotti senza essere a conoscenza della loro provenienza, a volte perché nell’etichetta non è indicata, con la possibilità che molti prodotti vengano spacciati come “made in italy”, e magari, invece, provengono dall’estero. Questo ovviamente non deve far pensare che i prodotti italiani siano migliori di quelli stranieri: molti degli alimenti che consumiamo e acquistiamo sono soggetti a contraffazione o alterazioni, come l’olio di semi colorato con la clorofilla e spacciato per extravergine, o il vino senza uva derivato da un miscuglio d'alcol e zucchero.

Bisogna, innanzitutto, fare maggiore attenzione a ciò che mettiamo nel nostro carrello non soffermandoci solo sul prezzo, ma soprattutto vagliando al meglio la qualità del prodotto. Italiani, occhio alla spesa.

Manuela Scuderi