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Liquami fognari alla playa di Catania

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L’estate si avvicina, e tutti noi, desiderosi di stenderci sotto il sol leone, cominciamo a togliere via i primi vestiti per riuscire a sfoggiare una bella abbronzatura stile africa, piuttosto che quelle orripilanti pelli bianche da tintarella di luna.

 

Catania è il simbolo di tutto questo. Volendola prendere con filosofia matematica,“ il catanese sta alla playa come il veneziano sta alla gondola”. Ed è proprio la playa, il luogo culto per eccellenza del catanese tipico, che quest’anno come non mai, lascia l’amaro in bocca. A destare non poche preoccupazioni, infatti, il fiume di liquami fognari che da due mesi  a questa parte sfocia a mare, inquinandolo per migliaia di litri.
Poco distante l’oasi del simeto che, ormai da tempo, accumula litri e litri di acque stagnanti, con un unico e piccolo sbocco a mare, costituito da un torrente evidenziato da assi di legno poste sopra artigianalmente.

Da notare, tra l’altro, come tutto ciò avvenga a ridosso delle abitazioni del “villaggio campo di mare” . Gli scarichi delle vicine industrie, infatti, confluiscono tutte qui, senza neanche essere trattate dai depuratori di Pantano d’Arci. La situazione, per gli abitanti del loco, è davvero diventata invivibile.

Non solo da 30 anni fanno “ l’inaudita” e vana richiesta di avere l’acqua potabile, come qualsiasi altro territorio civilizzato italiano che si rispetti, ma adesso ci si mette anche un’altra tipologia di acqua. Acqua di fogna.

Acqua putrida che rende impossibile la respirazione a pieni polmoni. Da venerdì 28 maggio 2010, inoltre, sarà ufficialmente consegnata ai catanesi, la stagione balneare della spiaggia libera numero 1 e numero 3 della playa. Per la spiaggia libera numero 2 sarà, invece, necessario aspettare fino al 12 giugno, giorno nel quale è previsto il completamento dei lavori di manutenzione. Inutile dire che sarebbe, anzitutto, necessario un controllo più attento su tutto il territorio da parte delle istituzioni.

Parole che lasciano il tempo che trovano, poiché  prendersi cura del nostro mare, è si compito nostro, ma anche e soprattutto dell’ASL e dell’Adoc, tanto per citare qualcuno degli organi competenti. Riusciranno i “devoti della playa” a fare prima o poi un bagno in mare, senza temere di ritrovarsi addosso scarti di detersivi o sostanze urticanti non identificate, ma estremamente dannose? Catania lancia il suo grido d’aiuto. Se qualcuno ha orecchie per intendere intenda?

Roberta Tomaselli