Domenica 23 Maggio. Ore 18.45. Siamo al Teatro greco di Siracusa. Attendiamo, come gli altri spettatori, l'inizio di una delle due tragedie greche rappresentate quest'anno dall'Istituto Nazionale del Dramma Antico: "Fedra ( Ippolito portatore di corone)" di Euripide.
L'atmosfera e' gia' suggestiva e carica di attesa. Al microfono annunciano l'inizio dello spettacolo.
Poi veniamo coinvolti in un minuto di silenzio in ricordo di Giovanni Falcone, il magistrato che ha fatto della lotta alla mafia la sua missione, della moglie, Francesca Morvillo,e della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, che in questo stesso giorno del 1992, hanno perso la vita in uno degli attentati di mafia che piu' ha colpito per efferatezza l'opinione pubblica. Il 23 Maggio 1992, tornavano da Roma come tutti i fine settimana. Al km 5 della A29, autostrada ME-PA in direzione Palermo, li attenderanno cinque quintali di tritolo. E cosi' con un tasto premuto si sono spente atrocemente cinque vite. La strage di Capaci.Un momento importante che ci riguarda, non solo per la risonanza dell'evento, ma, soprattutto, perche' questi uomini hanno perso la vita per questa terra, la "terra nostra". Perche' credevano fortemente alla possibilita' di sconfiggere questo "mostro invisibile" che ha distrutto vite innocenti, con l'unica colpa di essere figli di o mogli e mariti di. Stragi di uomini, donne e bambini, che ha influenzato la nostra mentalita' e il nostro essere "siciliani", che ha trasformato profondamente tutto il sistema di cui facciamo parte.
In quest'occasione di grande cultura e spettacolo, abbiamo potuto commemorare, in un'atmosfera carica di commozione generale, questi eroi senza corona che hanno lasciato un segno indelebile nelle nostre vite e ai quali va piu' di un pensiero ma la promessa comune che mai piu' la mafia dovra' spezzare vite e contaminare, come un'epidemia, la nostra amata terra.
Federica Scorpo
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Un minuto di silenzio per Giovanni Falcone al Teatro Greco di Siracusa













