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Il Destino di "Lingue" a Catania

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Polemiche sulla possibile chiusura della facoltà di Lingue e Letterature straniere.
Si sta giocando una partita tra Catania e Ragusa dentro i palazzi del potere universitario, è in gioco il destino di una facoltà che fa parte dell'ateneo Catanese sin dal lontano 1999. Si parla della facoltà di Lingue e Letterature straniere ospitata oramai da un decennio all'interno della magnifica cornice del monastero dei Benedettini a Catania, facoltà che conta quasi 7000 studenti iscritti, due corsi di Laurea triennale più altri tre corsi di specialistica. É di queste settimane la protesta di tutte le organizzazioni studentesche, per una volta unite anche al personale docente e amministrativo, per scongiurare la "deportazione" degli studenti verso altri "lidi". Ma per capire cosa sta succedendo dobbiamo fare un piccolo passo indietro.

Solo un paio di settimane fa si è venuto a sapere attraverso canali non ufficiali che era in atto un tentativo di accordo per spostare dalla sede di Catania alla sede di Ragusa i corsi della facoltà di Lingue in aggiunta a quelli già presenti a Ragusa fino ad ora sede distaccata della facoltà catanese.

Questo spostamento dovrebbe essere messo in atto sulla base della visione della costituzione del cosiddetto quarto polo universitario siciliano che dovrebbe comprendere Ragusa, Siracusa e Enna (Kore).

Per giustificare la nascita di questo nuovo polo universitario c'è la necessità di raccogliere un certo numero di facoltà e Lingue farebbe parte di questo progetto.

Scontata la "rivolta" della comunità studentesca che non ha gradito di apprendere queste novità non per canali ufficiali ma attraverso delle semplici indiscrezioni. Dopo le sonanti proteste degli studenti che, dopo diverse partecipatissime assemblee hanno portato all'occupazione simbolica di un'aula dei Benedettini, si è cercato di correggere il tiro, parlando non di una " deportazione " dei corsi di laurea a Ragusa (operazione mascherata con la scusa della razionalizzazione dei corsi dovuta all'applicazione del D.M. 270 che provoca pesanti tagli alla spesa per l'università) ma, di una sorta di "facoltà nella facoltà", cioè corsi di lingue ospitati all'interno della facoltà di Lettere anch'essa con sede ai Benedettini di Catania.

I tempi e i modi di attuazione di questa ri-mappatura delle facoltà di Lingue e Lettere dipende tutto dalla realizzazione di questo "quarto polo universitario" e delle facoltà che dovranno confluire in esso, di sicuro le proteste degli studenti, che si vedono scippati della loro facoltà, continueranno fintanto che non si avrà una comunicazione ufficiale e definitiva sul caso.

Giuseppe Zappalà