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Vertenza SAT: ex dipendenti ancora in mobilità

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Ancora precarie le condizioni degli ex dipendenti della SAT di Aci Sant’Antonio, in provincia di Catania, cassaintegrati dal Marzo del 2009.

L’azienda leader mondiale che fino a qualche anno fa si occupava di automazione e tranciatura, fornitrice della St. Microelectronics di semiconduttori elettronici, ha chiuso i battenti lasciando 160 lavoratori e lavoratrici senza occupazione e stipendi, con l’intento di trasferire in Cina, dove il costo del lavoro è nettamente minore, risorse tecnologiche e macchinari specifici, acquistati con i fondi pubblici per la ricerca scientifica; alcuni di questi progettati dagli stessi tecnici.

A qualcosa sono valsi gli svariati cortei e sit-in degli scorsi mesi, visto che recentemente è stata firmata la CIGS da sottoporre adesso all’approvazione finale del Ministero del Lavoro, che espressosi già favorevolmente attraverso l’Assessorato al lavoro della Regione Siciliana, concorderebbe una proroga di altri sei mesi, ma se le cose andassero diversamente, la mobilità rimarrebbe. 

« Stiamo lavorando per perseguire due precisi obiettivi: salvaguardare i posti di lavoro e creare nuove possibilità occupazionali » ha affermato l’Assessore Lino Leanza, tempo fa, durante la riunione con i segretari provinciali dei sindacati, con l’auspicio di una imminente soluzione al problema.

Intanto, anche durante le appena trascorse festività pasquali e la festa dell’1 maggio, gli ex dipendenti hanno continuato a protestare davanti i cancelli dell’ex azienda, trascorrendo le notti accampati all’interno di una tenda della protezione civile.

Infatti, non curanti del maltempo, durante tutto il freddo e piovoso inverno questi uomini coraggiosi non si sono mai stancati di far valere i propri diritti, cercando di impedire la dismissione dei tanti macchinari all’interno della ditta, subendo così anche una denuncia penale per occupazione di un suolo privato, come se non bastassero già gli evidenti problemi che li coinvolgono.

L’argomento per la sua rilevanza è stato trattato da numerosi mass media regionali e nazionali che hanno messo in luce la condizione di crisi esistente.

Gli ex impiegati siciliani chiedono da tempo al governo regionale di riaprire il tavolo delle trattative per trovare opportunità di reimpiego oppure con un aiuto pubblico o privato, di poter rilevare l‘azienda, potendola, cosi, gestire personalmente e sinergicamente. Nei giorni scorsi i lavoratori hanno rivolto una lettera aperta al presidente della regione, chiedendogli lo sblocco della vertenza e hanno ottenuto dal sindaco, Pippo Cutuli, la convocazione per un tavolo di concertazione presso il  municipio santantonese per il 3 maggio. Concertazione che però non è avvenuta a causa dell’assenza di diversi esponenti delle istituzioni e che ha avuto come conseguenza, da parte degli ex dipendenti, l’occupazione dell’aula consiliare del comune di Aci Sant’Antonio.

Fim Cisl, Fiom Cgil, Ugl e Uil hanno già fissato un nuovo confronto per martedì 11 maggio.

 Se prima ricercavano strategie per la riapertura dello stabilimento, ora i sindacalisti puntano  sulla  "ricollocazione" dei lavoratori Sat in nuovi settori e sperano nella imminente creazione di un bacino dal quale le aziende possano attingere nuova forza lavoro tra tutti coloro i quali subiscono la chiusura dell’azienda in cui lavorano.

Nel periodo di crisi in cui ci troviamo, l’occupazione lavorativa è fondamentale nella vita di tutti, un buon padre di famiglia, in questo modo non è nelle condizioni adeguate per garantire un futuro dignitoso ai propri figli e le istituzioni dovrebbero interessarsi di più alle situazioni come queste, ovviando al problema con più assunzioni, ricollocando al più presto sul mercato le figure professionali e aumentando gli ammortizzatori sociali.

 

Annelise Cutrona