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Catania: Dai ladri di biciclette ai ladri di cavi telefonici

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Quando si affrontano momenti difficili come quello che attualmente stiamo vivendo; quando non si riesce ad arrivare alla fine del mese; quando le aziende sono costrette a ridurre il personale e a mettere intere famiglie sulla strada; quando le autorità abbandonano a se stesse le persone in difficoltà; allora forse il grande senso d'umiliazione e di sconfitta conduce la gente a fare gesti estremi come suicidarsi o lasciarsi andare verso cattive direzioni.

 

 A volte, proprio durante questo tempo libero si prova ad inventarsi dei nuovi mestieri più o meno redditizi per poi magari ritrovarsi a fare cose delle quali non ci si rende conto della gravità. Il punto è che durante i periodi di crisi economica disoccupazione e disperazione sembrano diventare delle parole-chiave, ma anche dei facili moventi dietro i quali certa gente si nasconde per delinquere diventando così topi d’appartamento; ladri di ogni cosa (auto, moto); rapinatori; scippatori. Questi sono alcuni di quei “lavoretti” per i quali non ci vogliono grandi abilità tecniche, se non una grande velocità e agilità di movimento e di conseguenza possono essere fatti da molti; ma ci sono altre attività che per essere esercitate hanno bisogno di un’alta specializzazione tecnica ma anche di grande intelletto, ciò di cui dispongono certamente quelli che di notte vanno a tranciare i cavi elettrici o telefonici nelle periferie cittadine per estrapolarne e poi venderne il rame. C’è un grosso giro attorno a questo materiale perché è quotato bene sul mercato!

E’ veramente aberrante che questa gente non si accorga dell’enorme danno che provoca alle persone che risiedono in quelle periferie, zone in cui nelle stagioni invernali  non ci sono tanti abitanti, ma quei pochi per maggior parte dell’anno si ritrovano loro malgrado senza contatti con il mondo. Nello specifico, una delle aree catanesi più colpita da questo fenomeno è quella dei residence del “Paradiso degli Aranci”, in cui gli utenti sono già sottoposti a numerosi disagi di carattere politico, come la mancanza dell’illuminazione pubblica nelle vie principali, la mancata erogazione dell’acqua potabile in gran parte delle abitazioni, l’inesistente rete di canalizzazione delle acque  piovane che fanno allagare le strade nelle giornate temporalesche, la mancata manutenzione delle strade; ecc. Insomma, tra i vari problemi ai quali bisogna far fronte, ci si mettono anche i ladri di cavi telefonici che costringono gli sfortunati abitanti a rimanere isolati per lunghi periodi, in quanto le compagnie telefoniche, per il ripristino del guasto, impiegano mesi facendo così mancare il servizio universale di cui gli utenti hanno bisogno e per cui pagano. Pertanto, a tal proposito, è il caso di ribadire e sottolineare che gli utenti disagiati in questione non sono abusivi o baraccati, ma  persone che assolvono tutti gli oneri previsti che loro spettano (ICI, tassa sulla spazzatura, sanatoria, ecc.) ma che poi si ritrovano davvero abbandonate senza che nessuno venga loro incontro, nemmeno il gestore telefonico consapevole di lasciare quella parte di popolazione senza copertura, in quanto anche la ricezione delle reti mobili è drasticamente limitata e debole.

In conclusione, si può di certo dire che con il cambio generazionale e le continue evoluzioni anche la figura del ladro si è evoluta e ha assunto sempre più competenze e specializzazioni, un tempo esistevano i simpatici ladri di biciclette (dai quali si prese anche ispirazione per il testo di una canzone) e oggi ci sono i ladri di rame!

Lina Scuto