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Disoccupazione giovanile, Giulio:Riprogrammare i fondi regionali

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Occorrono larghe intese alla Regione per concentrare le risorse solo su tre punti

A Catania, i giovani disoccupati sono il 50%; in Sicilia, il 70% è disilluso e senza speranza; le donne maggiormente penalizzate.

«Per contrastare la disoccupazione giovanile occorre fare atti concreti, come ad esempio riprogrammare i fondi regionali per migliorare la capacità di spesa». È quanto afferma Alfio Giulio, segretario generale della Cisl di Catania, commentando i recenti dati Istat che collocano l'Italia dietro la Spagna, per la disoccupazione della fascia di età che va da 15 ai 24 anni.

«Ogni aggiornamento della situazione che ci dà l'Istat - continua Giulio – non fa che confermare la sofferenza soprattutto del Mezzogiorno, dove c'è l'aggravante di un rischio di impoverimento che riguarda fasce di cittadini e famiglie sempre più ampie. A Catania, i giovani che non lavorano sono il 50 per cento. In Sicilia, i giovani che hanno perso anche la speranza, non studiano o non seguono corsi di formazione aumentano sempre di più. La penalizzazione delle donne, poi, è ancora maggiore».

Secondo Giulio, «i dati allarmano maggiormente soprattutto alla luce delle recenti critiche alla capacità di spesa dei fondi europei mosse dai commissari alla Regione Siciliana. Ecco perché la Cisl invoca larghe intese politiche perché si destinino tutte le risorse ancora libere su tre obiettivi: incentivare e attrarre investimenti di impresa, agevolare l'assunzione di giovani nelle imprese attraverso un ingente finanziamento per l'apprendistato e i contratti di inserimento, investire nelle infrastrutture».

«Tale proposta – conclude il leader della Cisl etnea - sui Fondi dell'Ue è l'unica strategia di spesa possibile per avere benefici di crescita sull'economia e sul futuro della Sicilia. Ci rendiamo conto che è coraggiosa ma è anche molto concreta, la concretezza che chiediamo alla classe politica siciliana. Tutto ciò contribuirebbe ad attirare investimenti economici veramente produttivi, in grado di produrre ricchezza, reddito e occupazione aggiuntive soprattutto per i giovani».

Fonte Foto:worky.biz.it

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Ufficio Stampa

CISL