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Passa l'accordo UE-Marocco sull'agroalimentare: possibili ripercussioni sull'economia siciliana

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Il Parlamento Europeo ha votato stamane il via libera all'accordo di libero scambio UE-Marocco per il settore agroalimentare. Non mancano le polemiche, soprattutto da parte delle delegazioni dei paesi mediterranei (Italia, Spagna e Portogallo) e di parecchie associazioni di settore siciliane. L'accordo ha infatti come oggetto principale la liberalizzazione degli scambi nei settori agricoltura e pesca, com'è noto, cruciali per l'economia dei Paesi del Sud Europa e segnatamente della Sicilia.

369 sì, 225 no e 31 astensioni per una votazione che già da qualche giorno animava il dibattito politico, isolano e non.

Due giorni fa il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, aveva lanciato un appello, a mezzo missiva, al presidente del Consiglio Mario Monti e alla deputazione italiana al Parlamento Europeo, invitando a sostenere «le ragioni dell'agricoltura meridionale, le cui produzioni non potrebbero competere con quelle marocchine, che affrontano costi di manodopera certamente inferiori, determinando prezzi di vendita molto più bassi, secondo gli effetti tipici della concorrenza sleale».

Tra i dettagli del testo oggi approvato anche l'eliminazione immediata del 55% delle tariffe doganali sui prodotti agricoli e di pesca marocchini (dal 33% attuale) e del 70% delle tariffe sui prodotti agricoli e di pesca dell'UE in 10 anni.

Nonostante i prodotti marocchini abbiano l'obbligo di rispettare gli standard sanitari UE, il presidente di Confagricoltura Mario Guidi sostiene che « non ci sono garanzie che la sicurezza alimentare sia basata su principi e procedimenti del tutto analoghi ai nostri». L'accordo dunque non salvaguarderebbe «i principi di reciprocità delle condizioni produttive», conclude Guidi.

Nelle intenzioni dei promotori, l'accordo dovrebbe sostenere la transizione democratica di uno dei Paesi protagonisti della Primavera Araba: tra le ragioni dei "sì" c'è infatti la volontà di sostenere l'economia e la società marocchine in una fase così delicata della storia.

Queste motivazioni non bastano tuttavia a placare gli animi di chi vede dietro l'accordo, definito da Confagricoltura Sicilia «uno scippo ai danni dell'agricoltura mediterranea», il pericolo di speculazione da parte di grossi gruppi finanziari.

«Un'arancia in più che arriva dal Nordafrica è una arancia in meno che i nostri produttori riusciranno a vendere» - commentano Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione di Coldiretti Sicilia, non esitando a definire l'accordo «un colpo mortale all'agrumicoltura siciliana».

E che per l'isola il momento non sia dei più felici, all'indomani del suicidio di un altro imprenditore (stavolta a Paternò), lo dimostrano i dati resi noti proprio dalla Coldiretti: ammonta infatti a 10 milioni di Euro il conto dei danni causati dal maltempo degli ultimi giorni; colpiti nell'isola i settori ortofrutticolo, cerealicolo e l'allevamento, con un aumento del 50% dei costi di produzione per le spese di riscaldamento delle serre.

Fonte foto:www.blogsicilia.it
http://palermo.blogsicilia.it/agrumicoltura-siciliana-in-ginocchio-cia-sicilia-il-governo-incentivi-i-consumi/70748/

Fonte notizia:www.ansa.it

Giuliano Busà