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Muos, la minaccia del nisseno di cui ancora non si parla.

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Proseguono a Niscemi le proteste contro la realizzazione del Muos, un sistema di comunicazioni satellitare, messo a punto dagli USA, utilizzato per comunicazioni belliche e militari.

 

Dopo il sit-in davanti la base americana di Contrada Ulmo, la simbolica consegna del carbone agli americani, il 6 gennaio, da parte di alcune ragazze travestite da befane, l'incontro a Vittoria tra i No-Muos, e il gruppo “Fare Verde Vittoria”, in occasione dell'evento "Il mare d’inverno”, e il convegno del Pd, tenuto il 5 febbraio a Niscemi, con la partecipazione dell'on.Marilena Samperi, e dell'eurodeputato, Rosario Crocetta, si attende il 21 febbraio, giorno in cui si riunirà il comitato dei sindaci contro il Muos, dove anche i movimenti sono invitati a partecipare.

«Dall'incontro con i sindaci – afferma Lucia Santoro, che da qualche mese si interessa alla questione Muos - ci si aspettano proposte serie e partecipative, che non devono risolversi in qualche isolata riunione, ma in un impegnativo, sinergico e costante intervento, che coinvolga anche i loro esponenti di partito, soprattutto quelli che ricoprono cariche più alte».

Contemporaneamente si cerca di coinvolgere la popolazione, che ancora ad oggi, sembra essere estranea e diffidente nei confronti del problema.

«Negli ultimi tempi sembra che qualche niscemese cominci ad interessarsi alla questione - continua Lucia Santoro - anche se purtroppo si tratta di pochi volenterosi. C' è stata una raccolta di quasi 5000 firme, ma la partecipazione della gente finisce lì. È dai paesi vicini che, fortunatamente, arrivano segnali incoraggianti, specialmente da Vittoria, dove il gruppo ambientalista “Fare Verde Vittoria”, sta facendo un buon lavoro di propaganda e collaborazione con i gruppi di Niscemi».

Diversi sono stati i tentativi di approccio e di dialogo con gli americani della base, con i quali è stato pressoché impossibile interfacciarsi, anche perché i cancelli sono piantonati da decine di poliziotti o carabinieri italiani, che impediscono ogni tipo di avvicinamento, anche se si tratta di proteste pacifiche.

Ma perchè si parla poco dei Muos?

«Parlare, e soprattutto parlare male del Muos – risponde Lucia Santoro - vuol dire schierarsi contro gli USA. È questo il motivo principale, e dominante della questione. Lo Stato italiano difende maggiormente gli interessi di potere, piuttosto che quelli della gente che vive ed opera nel territorio. Se poi consideriamo che ci troviamo in Sicilia, che rappresenta la figlia illegittima di uno Stato che non ha interessi a difenderla, capiamo meglio la questione. La testimonianza è data dallo sciopero di 5 giorni indetto dal movimento dei forconi: il governo si è interessato ben poco di una protesta che ha bloccato l'intera regione, e i media nazionali hanno cercato di tacere la cosa nel modo piu' assoluto. Come volete che si parli di uno sparuto gruppo di ventenni che lotta contro il Muos, in uno sperduto paese della Sicilia?».

Fonte foto:www.fas-giustiziaeliberta.noblogs.org

http://fas-giustiziaeliberta.noblogs.org/files/2011/11/No-Muos_logo.jpg

Manuela Scuderi