Arriva a Catania un solo eco: rivendicare i diritti. Questa è la forza d'urto che sta colpendo l'intera Sicilia.
"Forza d'urto" anche il nome del movimento organizzatore della protesta che, in questi giorni, paralizza l'intera regione. Ne fanno parte l'"associazione degli autotrasportatori" e "il movimento dei forconi". Una rivolta che parte dal basso, dal cuore pulsante della regione e che si protrarrà fino al 20 Gennaio.
Si mobilitano agricoltori, allevatori ed autotrasportatori perché colpiti maggiormente dalla crisi.
Nella prima manovra del governo Monti sono state anche aumentate le accise sui carburanti. Due i volti del movimento: umano e culturale. Da un lato tir e presidi bloccano i caselli autostradali ed i punti nevralgici dei centri urbani. Dall'altro lato, nonostante l'iniziale silenzio dei media nazionali, grazie ai nuovi social network prende piede la contestazione. La voce virtuale diventa reale, cultura tangibile, movimento di concreta rivolta.
Vediamo gli effetti nella città di Catania dove i manifestanti, presenti al casello autostradale di San Gregorio, non demordono: presidio fisso giorno e notte.
Il 17 sera incontriamo numerosi ragazzi, che sostengono la causa con la loro presenza ed al Sig. Antonio B. chiediamo il motivo per cui si trova in strada a manifestare:
«Se siamo qui è perché pensiamo che il motivo della protesta sia valido. Siamo siciliani anche noi e siamo vicini a chi lavora onestamente tutti i giorni tra le difficoltà della nostra terra».
Grandi e giovani, generazioni parallele, si incontrano in questa occasione. Ma intanto, dopo le lunghissime code ai benzinai ancora provvisti di carburante, sembrano aumentare i disagi tra i cittadini. Nel paese di San Giovanni la Punta gran parte dei distributori riporta la scritta: "Gasolio finito".
Il giovane Federico G. dichiara di aver girato invano per tutta Catania:
«Ho perso la speranze, il gasolio ormai è finito dappertutto».
Qualcuno, invece, è riuscito in extremis a mettere benzina, ma lo scenario non è ancora completo.
Anche i supermercati iniziano a svuotarsi: è una corsa contro il tempo. A testimoniarlo un anziano signore, il Sig. Salvatore S. che, provato dalla stressante giornata, dichiara:
«Ho visitato diversi supermercati e li ho trovati quasi totalmente privi di alimenti».
I disagi aumentano di fronte ad una protesta che potrebbe avere presto risvolti nazionali. Passando per Cibali, infatti, tra i venditori di pneumatici aleggia un velo di paura per possibili risvolti.
La crisi è più che mai presente, di fronte ad un'economia reale in ginocchio.
Intanto, la Sicilia che lavora e che ogni giorno vive nel silenzio, finalmente alza la voce.
Foto del redattore
Davide Maugeri Campagiorni
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Blackout Catania:Supermercati e Carburanti a secco













